Con 256 articoli e 464 pagine, il decreto ‘Rilancio’ (atteso, fino a qualche giorno fa, con il nome ‘Aprile’ e poi, visti i continui rinvii, anche ‘Maggio’) arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri. La mole dei provvedimenti è poderosa: 55 miliardi di euro per dare ossigeno a lavoratori ed imprese che, dopo il lockdown iniziato in marzo e solo parzialmente allentato, rischiano di finire sul lastrico. Vediamo le principali novità dell’ultima bozza disponibile.

CASSA INTEGRAZIONE – La cassa integrazione con causale ‘Emergenza Covid-19’ potrà essere chiesta per una durata massima di nove mesi per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo ma solo per i datori di lavoro che abbiamo interamente fruito il periodo precedentemente concesso dal ‘Dl Marzo’, che concedeva al massimo altre nove settimane. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo, di durata massima di quattro settimane, nei mesi di settembre e ottobre.

STOP ALL’IRAP – Le imprese con ricavi non superiori a 250 milioni, e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi, non sono tenuti al saldo Irap 2019 né al pagamento della prima rata – il 40% – sull’Irap 2020. Rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019. L’applicazione della norma è esclusa per le banche e società finanziari nonché per le imprese di assicurazione, le amministrazioni e gli enti pubblici.

BONUS A PARTITE IVA, COLF E BADANTI – Per i liberi professionisti e co.co.co già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di 600 euro, viene erogata un pari importo per aprile, applicabile anche per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali. Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019, è riconosciuta una indennità di mille euro per maggio. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, è riconosciuta per aprile e maggio un’indennità di 500 euro per ciascun mese.

SISMABONUS ED ECOBONUS – Confermata la detrazione al 110% per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, con riferimento alle spese sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021, prevedendo al tempo stesso la fruizione della detrazione in 5 rate di pari importo. Il credito potrà essere trasferito ad intermediari finanziari.

AGRICOLI E COLF FUORI DAL NERO – I cittadini stranieri presenti in Italia all’8 marzo 2020, senza permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto, potranno chiedere la regolarizzazione e far emergere un rapporto di lavoro, in essere o da approntare. Verrà emesso un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di 6 mesi dalla presentazione dell’istanza. Il lavoro può essere in agricoltura o nell’assistenza alla persona (colf e badanti). La domanda non sarà ammissibile nel caso di condanna del datore di lavoro per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o altri reati. E, come chiesto dal M5S, non verranno nemmeno sospesi i procedimenti penali nei confronti dei datori di lavoro.

REDDITO DI EMERGENZA – Viene introdotto il reddito di emergenza. Sono complessi i meccanismi di assegnazione, ma dirimente è la soglia Isee: deve essere inferiore a 15mila euro annui, accompagnata poi da altri requisiti. Il Rem va richiesto entro la fine di giugno 2020, e non è cumulabile con altre indennità.

LAVORARE NEI CAMPI FINO A 2MILA EURO – I percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di Naspi e Dis-Coll, nonché di reddito di cittadinanza, possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020.

IL DIRITTO AL TELELAVORO – Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore, o beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. La prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro.

CONGEDO E VOUCHER BABY SITTER – Il nuovo congedo per i genitori lavoratori dipendenti con figli fino a 12 anni sale da 15 a 30 a giorni e sarà valido fino al 31 luglio. Confermato il bonus baby sitting che raddoppia e sale a 1200 euro e che in alternativa può essere utilizzato per i centri estivi.

BONUS MEDICI IN BILICO, STOP IVA PER MASCHERINE – Sembra saltare il bonus di mille euro per il personale sanitario impegnato a contrastare il contagio da coronavirus. In versioni precedenti del Dl veniva previsto un premio, sino a 1.000 euro, commisurato al servizio effettivamente prestato. Nell’ultima bozza, invece, questa disposizione non compare più. Stop all’Iva su mascherine e altri dispositivi di protezione individuale fino al 31 dicembre, per poi passare a un’aliquota agevolata al 5%.

NIENTE IMU PER STABILIMENTI E AGRITURISMI – Sono esentati dalla prima rata relativa all’anno 2020, dell’imposta municipale propria (Imu) gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché gli immobili degli stabilimenti termali; gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e gli immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.