Forse qualcuno nel mondo politico si è svegliato. E si è reso conto che un Senato che decide di togliere la pensione da parlamentare (quella che tecnicamente viene chiamata vitalizio) a uno dei suoi esponenti più prestigiosi, è un Senato che finisce per perdere il suo stesso onore. Tanto più che l’ex senatore vittima di questa decisione, odiosa e illegale, e cioè Ottaviano Del Turco, il mitico vice di Luciano Lama in Cgil negli anni ruggenti, oggi è malatissimo, è chiuso in casa travolto dall’Alzheimer, dal Parkinson e da un tumore. La decisione di sottrargli il vitalizio peraltro è del tutto illegale.

Si basa su una norma approvata nel 2015 mentre il presunto reato di Del Turco risale a quasi dieci anni prima. Lo hanno punito sfidando apertamente la Costituzione (articolo 25: nessuno può essere punito se non in forza di una legge in vigore al momento del reato). A contestare la decisione dell’ufficio di Presidenza (assunta la settimana scorsa e denunciata dal nostro giornale) è stato soprattutto il Pd, che lo ha fatto con una dichiarazione congiunta di tre suoi senatori, tra i quali il capogruppo (Marcucci, Pittella e Parrini), e con una dichiarazione della senatrice Anna Rossomando. Poi sono arrivate le prese di posizione, indignate, di alcuni socialisti appartenenti a vari partiti (o a nessun partito), tra i quali Riccardo Nencini (presidente del Psi) e Claudio Martelli.

Infine la dichiarazione di Mario Giro, di Forza Italia, che si è associato alle posizioni di Marcucci. Naturalmente tutte queste sono buone notizie. Dicono che anche in Parlamento, e nella politica, esistono ancora delle menti libere e in grado di ragionare. E anche persone che nel petto, invece di un’ascia, tengono il cuore. L’iniziativa del Senato di levare il vitalizio a Del Turco, era orrenda per tre ragioni. La prima è il suo carattere vistosamente illegale. La seconda è la ferocia anti-umanitaria, la scelta di aggredire una persona malatissima, e non una persona qualsiasi ma uno dei pilastri politici degli ultimi 20 anni del novecento in Italia.

E infine era orrenda perché chiunque ha seguito un po’ la vicenda giudiziaria di Ottaviano Del Turco sa che è innocente e che è caduto in una vera e propria congiura, come racconta, l’avvocato Gian Domenico Caiazza. Sarà possibile ora rivedere la decisione? Ci sono i margini? E, soprattutto: c’è in Senato una quantità sufficiente di coraggio politico per opporsi alle grida polpottiane dei 5 Stelle? Le prese di posizione di ieri del Pd fanno ben sperare. Pannella diceva: Spes contra spem. Purtroppo Pannella aveva quasi sempre ragione ma non la spuntava quasi mai…

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.