Giudizio immediato per l’ex pm Maria Angioni, accusata di false dichiarazioni al pubblico ministero sull’indagine sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone. Lo ha disposto la procura di Marsala nei confronti del magistrato, che ha avuto un ruolo chiave nelle indagini relative alla scomparsa della bambina di 3 anni svanita nel nulla da Mazara del Vallo il 1 settembre 2004.

Il processo comincerà il 23 dicembre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Marsala.

Angioni, attualmente giudice del lavoro a Sassari, è accusata di false dichiarazioni a pubblico ministero. A causa di continue dichiarazioni ai media in merito alla scomparsa di Denise, l’ex pm era stata sentita dalla Procura di Marsala dopo aver parlato in tv di presunti tentativi di depistaggio nelle indagini sulla scomparsa della bambina, oltre che di connivenze di forze dell’ordine con i rapitori e gravi falle negli accertamenti svolti a seguito della scomparsa della bambina dalla cittadina siciliana.

In Procura, sentita come testimone, la Angioni aveva quindi confermato quanto dichiarato: per i magistrati però quelle circostanze non avevano trovato alcun riscontro e da qui è partita l’indagine per false dichiarazioni a pubblico ministero a cui è seguita una nuova convocazione in Procura, questa volta in veste di indagata.

Anche in questa occasione l’ex pm che si occupò del caso Pipitone aveva confermato quanto ribadito, mentre alla stampa aveva rivelato anche di aver presentato un esposto al Csm contro i colleghi di Marsala.

Le dichiarazioni rese in tv, nel corso delle quali aveva anche affermato di avere certezza che Denise fosse ancora viva, furono oggetto di grandi critiche da parte della famiglia di Denise, tramite l’avvocato della mamma Piera Maggio, Giacomo Frazzitta.

Quest’ultimo aveva invitato tutti “alla massima cautela nel momento in cui si diffondono notizie che possono essere infondate o contenenti elementi non riscontrati o non riscontrabili e che possono costituire un ostacolo al lavoro della Procura di Marsala”, rivolgendosi in particolare all’ex pm Angioni, nella parte in cui si riferiva a “un magistrato che dovrebbe conoscere bene l’importanza del segreto investigativo”.

Nelle scorse settimane Angioni aveva commentato così l’apertura di un’inchiesta nei suoi confronti:  “Se ritrattassi e, abiurando, dichiarassi che quanto ho detto al Pm non è vero, il procedimento penale a mio carico si chiuderebbe subito” , ma “io voglio il processo: è una cosa che devo, a me e a tante altre persone che hanno diritto a giustizia e verità“.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.