Gli avvocati di Novak Djokovic hanno dichiarato che il loro assistito, il numero uno del tennis mondiale, avrebbe diritto all’esenzione dall’obbligo vaccinale per entrare in Australia in quanto lo scorso dicembre è risultato positivo al covid-19. “La data della registrazione del primo test covid positivo – si legge nella documentazione – è il 16 dicembre 2021”. Il caso dell’Australian Open è diventato mondiale, virale: un pasticcio che ha riguardato governo del tennis e governo federale e che dovrebbe risolversi nel giro di un paio di giorni.

La vicenda è esplosa dopo che il tennista serbo aveva pubblicato una foto sui suoi canali social facendo sapere di essere in partenza per l’Australia dove avrebbe preso parte all’Australian Open. Competizione di cui è detentore, primo Grande Slam della stagione 2022, che ha vinto nove volte. E dove gli atleti, per partecipare, avrebbero dovuto dimostrare di aver ricevuto il vaccino anti-covid o di essere in possesso di un’esenzione. Djokovic, che non ha mai nascosto le sue riserve sui farmaci anti-coronavirus e sulla gestione della pandemia, senza mai rivelare se aveva ricevuto o meno il preparato, aveva anticipato di aver ottenuto l’esenzione medica per partecipare.

Il tennista era stato bloccato all’arrivo all’aeroporto di Melbourne e sull’annullamento del suo visto si deciderà lunedì 10 gennaio. Al momento si trova al Park Hotel di Carlton utilizzato dalle autorità per alloggiare gli immigrati, e da dove non può uscire in base alle norme australiane sull’immigrazione. Il ministro dell’Interno Karen Andrews ha chiarito comunque all’emittente Abc: “Il signor Djokovic non è detenuto in Australia, è libero di andarsene quando vuole e la polizia di frontiera lo aiuterebbe a farlo”.

Quella del governo era stata anche una risposta alle parole della madre del campione, Diana. “Lo tengono come un prigioniero, non è giusto, non è umano. Spero che rimanga forte, anche noi stiamo provando a dargli un po’ di energia per andare avanti. Spero che vinca la sua battaglia, il suo alloggio è terribile. È solo un piccolo hotel per gli immigrati, ammesso che sia un hotel. Con gli insetti, è tutto sporco, il cibo è terribile”. Il padre del tennista Srdjan aveva invece descritto il figlio come il “simbolo e il leader del mondo libero, un mondo di nazioni e persone povere e oppresse. Potranno incarcerarlo stasera, incatenarlo domani, ma la verità è come l’acqua, perché trova sempre la sua strada. Novak è lo Spartacus del nuovo mondo che non tollera l’ingiustizia, il colonialismo e l’ipocrisia”.

Due gli elementi che però mettono in discussione il ricorso degli avvocati: la lettera inviata il 7 dicembre da Tennis Australia avrebbe dato come termine ultimo ai tennisti per l’esenzione medica il 10 dicembre e le foto scattate a Djokovic in occasione del ritiro e del conferimento di alcuni premi al Novak Tennis Center. Altra novità del giorno: alle manifestazioni No Vax di oggi in Italia sono spuntate, a Bologna, delle racchette e delle bandiere della Serbia.

Il torneo australiano inizierà il 17 gennaio. Djokovic rischia, secondo la legge australiana, molto rigorosa in termini di politiche di immigrazione, tre anni di “squalifica” (pena comminata a tutti coloro trovati in possesso di visto irregolare), ovvero di non poter fare più ingresso sul territorio australiano. Gli è stata negata la richiesta di spostarsi in un altro luogo dove potersi allenare. A valutare il ricorso contro la sua espulsione il giudice Anthony Kelly. Sostenitori e tifosi da giorni protestano per l’isolamento del loro beniamino nei pressi dell’albergo di Melbourne.

La moglie di Novak Djokovic in un tweet nel giorno del Natale ortodosso aveva voluto ringraziare chi si sta mobilitando per il marito: “Grazie a tutti voi che state facendo sentire l’amore per mio marito. Sto cercando di respirare profondamente per mantenere la calma e cercare di comprendere quello che sta accadendo. Credo che l’unica legge che tutti debbano rispettare, attraverso qualunque confine, sia quella dell’amore e del rispetto per gli esseri umani. Amore e perdono non sono mai un errore ma una grande forza”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.