Al settimo mese di gravidanza ha dato alla luce la sua bambina all’interno del carcere dove era arrivata da poche settimane. Ha partorito aiutata dalla agenti di polizia penitenziaria supportate telefonicamente dalle indicazioni di un medico 118. E’ quanto accaduto nei giorni scorsi nell’istituto minorile di Pontremoli, comune in provincia di Massa Carrara, a una giovane donna di nazionalità straniera, incinta di ventisei settimane.

Colta improvvisamente dalle doglie, la ragazza ha chiesto aiuto al personale del carcere. In attesa dell’arrivo dell’ambulanza, il travaglio è stato seguito dalle donne della polizia penitenziaria. Le agenti, al telefono con un medico del 118, hanno assistito passo dopo passo la donna durante il parto naturale. La donna e la bambina sono state poi trasferite all’Ospedale di Massa per tutti i controlli del caso. Stando a quanto si apprende le loro condizioni sarebbero buone.

“Ai colleghi dell’IPM di Pontremoli che sono intervenuti – si legge in una nota  del segretario generale Francesco Aufiero di Uilpa (Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione – Coordinamento Territoriale Massa) – vogliamo esprimere, dal profondo del nostro cuore, tutto il nostro vivo compiacimento e senso di ammirazione per essersi offerti nell’emergenza, pur non avendo competenze e conoscenze in materia, a soccorrere la giovane puerpera a spregio del rischio di possibili problemi/complicanze durante le operazioni del parto. Orgogliosi dei nostri colleghi, confidiamo in un giusto riconoscimento personale ai poliziotti che si sono distinti in questo straordinario evento, da parte del Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità – di Roma”.

“Gli uomini e le donne della polizia penitenziaria – aggiunge – oltre a garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari e partecipare alle attività di osservazione e trattamento rieducativo di detenuti, spesso pur restando nell’anonimato, si distinguono anche in operazioni e interventi di polizia giudiziaria. Tutto questo grazie allo spirito di abnegazione e alla passione che moltissimi poliziotti penitenziari dedicano quotidianamente al loro lavoro”.

Redazione