Aumentano i suicidi nelle carceri italiane: sono 61 nel 2020, circa 11 ogni 10mila persone, numero più alto da vent’anni. A denunciarlo è l’associazione Antigone, che si occupa della tutela dei diritti dei detenuti, nel suo annuale rapporto sulla condizione delle strutture di detenzione in Italia. Nella maggior parte dei casi, a togliersi la vita – si legge nel documento – sono persone giovani: l’età media dei morti per suicidio in cella nel 2020 è 39,6 anni. L’istituto dove sono stati registrati più casi nel corso dell’anno è la Casa Circondariale di Como, con tre morti tra giugno e settembre del 2020.

I dati hanno in generale risentito degli effetti della pandemia da coronavirus. Ad esempio il numero di detenuti è diminuito: il 29 febbraio del 2020, a pochi giorni dalla scoperta del primo caso di infezione da coronavirus in Italia, c’erano 61.230 persone in carcere, mentre il 28 febbraio 2021 ce n’erano 53.697. Uno scarto di poco più di 7.500, pari al 12,3%, dato più basso dal 2015.

Secondo Antigone il merito di questi numeri è dovuto “più all’attivismo della magistratura di sorveglianza che non dei provvedimenti legislativi in materia di detenzione domiciliare”. Ma non basta: la diminuzione della popolazione carceraria non è servita infatti a incidere sul tasso di affollamento delle carceri, che oggi è pari 106,2%. Ci sono circa 4mila persone in più di quanto dovrebbero essercene per portare la percentuale al 98%, considerata soglia di sicurezza che garantisce la disponibilità di un certo numero di posti liberi per eventuali ondate di arresti.

Riguardo alla pandemia all’interno delle celle, al 9 marzo 2021 erano 468 i detenuti positivi al virus. Secondo i calcoli dell’associazione Antigone il dato è in proporzione più alto rispetto a quello calcolato sull’intero territorio. Dall’inizio della pandemia sono 18 i detenuti sono morti per COVID-19.

Altri dati che fotografano l’ultimo anno delle carceri italiane: i tre istituti più affollati sono quelle di Taranto (603 detenuti per 307 posti), Brescia (357 detenuti per 186 posti) e Lodi (83 detenuti per 45 posti). Gli stranieri sono il 32,5%, dato stabile rispetto allo scorso anno. Cala invece il numero di omicidi, per la prima volta sotto i 300, dato ai minimi storici. Al 28 febbraio 2021, inoltre, c’erano 27 bambini in carcere con le proprie 25 madri, 14 dei quali stranieri, un anno fa erano 57. Resta invece invariato il dato nelle carceri minorili: alla metà del gennaio 2021, erano 281, uno in più rispetto a maggio 2020.

Da un’analisi incrociata dei dati l’associazione è stata anche in grado di stabilire l’incidenza della condizione economica e sociale di provenienza sulla possibilità di finire in carcere: se si rapporta infatti il numero di persone detenute per regione di nascita a quello degli abitanti delle stesse regioni, emerge come il dato maggiore sia legato alle aree più povere. Il numero di detenuti calabresi è di 19,2 ogni 10mila persone residenti nella regione. In Campania sono 15,7 ogni 10mila residenti, in Sicilia 13,98 e in Puglia 11,2.

Per quanto riguarda il regime di “carcere duro” del 41bis, in tutto al momento ci sono 759 persone. Alla stessa data del 2019 erano 754, nel 2018 erano 733 (26 in meno di oggi). Una crescita contenuta ma costante. Tra questi, diversi ultrasettantenni, che potrebbero per legge trascorrere la detenzione fuori dal carcere. Erano 851 al 31 dicembre 2020 le persone recluse che avevano più di 70 anni (contro i 350 nel 2005). Sono invece 9.497 gli infra-trentenni. “Una popolazione giovane – scrive Antigone – che dovrebbe spingere l’amministrazione a organizzare un piano di azioni educative, scolastiche, culturali e di avviamento al lavoro che tenga conto della loro giovane età. Solo un detenuto su dieci ha la laurea o una licenza di scuola media superiore”.

LA CLASSIFICA DELLE CARCERI PIÙ SOVRAFFOLLATE NEL 2020

1. Taranto 196,4% (603 detenuti per 307 posti)
2. Brescia 191,9% (357 detenuti per 186 posti)
3. Lodi 184,4% (83 detenuti per 45 posti)
4. Lucca 182,3% (113 detenuti per 62 posti)
5. Grosseto 180% (26 detenuti per 15 posti)
6. Udine 174,4 (157 presenti per 90 posti)
7. Bergamo 164,1% (517 detenuti per 315 posti)
8. Latina 158,4% (122 detenuti per 77 posti)
9. Busto Arsizio 156,6% (376 presenti per 240 posti)
10. Genova Pontedecimo 155,2% (149 detenuti per 96 posti)
11. Altamura 154,7% (82 detenuti per 53 posti)
12. Monza 153,1% (617 detenuti per 403 posti)
13. Pordenone 150% (57 detenuti 38 posti)
14. Gela 150% (72 detenuti per 48 posti)
15. Bologna 149,2 (746 detenuti per 500 posti)
16. Como 149,1% (358 detenuti per 240 posti)
17. Roma Regina Coeli 147,3% (893 presenti per 606 posti)
18. Catania “Bicocca” 146,7% (201 presenti per 137 posti)
19. Bari 146,5% (422 presenti per 288 posti)
20. Asti 146,3% (300 presenti per 205 posti)
20. Foggia 146,3% (534 presenti per 365 posti)

Al 21esimo posto, tra le più rilevanti carceri metropolitane, ci sono Foggia, con un tasso di affollamento del 146,3% (534 per 365 posti), al 30esimo Firenze Sollicciano (136,1%, ovvero 668 detenuti per 491 posti), al 34esimo Napoli Poggioreale (132,5%, 2.085 detenuti per 1.571 posti) e al 47esimo Torino “Lorusso e Cotugno” (tasso di affollamento del 126,89%, 1.345 detenuti per 1.060 posti).

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.