Sono almeno due le Regioni italiane che rischiano già prima della fine di agosto di abbandonare la Zona Bianca e passare nella Zona Gialla, più interessata dalle restrizioni anti-covid. A incidere è la variante Delta, che ha ormai soppiantato l’Alfa ed è diventata dominante. Più trasmissibile, del 40-60%, ma coperta efficientemente dai vaccini che stanno scongiurando un’impennata anche alla voce dei morti oltre dei nuovi contagi. Il bollettino dell’emergenza covid-19 ieri recitava 5.735 nuovi casi e 11 morti, un tasso di positività al 2,8%, 11 pazienti in più in terapia intensiva per un totale di 299.

I parametri da Zona Gialla sono stati fissati lo scorso luglio da un decreto del governo: positivi sotto 50 ogni 100mila abitanti, posti letto occupati in terapia intensiva sotto il 10%, posti letto occupato nei reparti ospedalieri sotto il 15%. Il contagio continua a cresce, ma meno intensamente rispetto alle settimane scorse, ma aumenta la pressione sui reparti ospedalieri. Sono 14 le Regioni che sforano la soglia dell’incidenza.

A rischiare di più la Zona Gialla sono quindi Sardegna e Sicilia. La prima: sono 142 i positivi su 100mila abitanti, all’11% i posti letto occupati in rianimazione da pazienti covid-19. È invece record in Sicilia di positivi ieri, 822 in più, incidenza di 104,5 positivi, 13% dei posti letto occupati in area medica e 7% in rianimazione. Le due Regioni stanno forse subendo le conseguenze della stagione estiva, e quindi turistica.

Altre 12 Regioni riportano intanto dati critici per la pressione sul sistema ospedaliero: in Lazio in terapia intensiva è passata dal 3,7% al 6%; in Liguria dal 2,8 al 7%. Numero alto di positivi per almeno altre quattro Regioni: Toscana a 119,7; Veneto scende a 94; Umbria a 93 come Emilia Romagna.

La campagna vaccinale

Prosegue intanto la campagna vaccinale, che al momento ha attenuato e contenuto l’impatto della nuova ondata: sono oltre 71 milioni e 703mila le somministrazioni condotte in tutto in Italia, più di 34 milioni e 453mila le persone che hanno completato il ciclo, pari al 63,79% della popolazione over 12 anni. Sono più di 74 milioni e centomila le dosi consegnate in Italia dalle case farmaceutiche.

La campagna a questo punto dovrebbe concentrarsi sugli under30 per puntare all’immunità di gregge che il commissario straordinario all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha pianificato di raggiungere entro ottobre. Per arrivare all’80% della popolazione mancano circa 6,3 milioni di dosi. Si insisterà quindi attraverso corsie preferenziali presso gli hub senza prenotazioni e attraverso medici di base pediatri di libera scelta e farmacisti per vaccinare i più giovani.

L’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) hanno approvato finora l’uso per i giovani fino a 12 anni di due preparati dei quattro approvati in totale: Pfizer e Moderna, entrambi a Rna messaggero. Obiettivo strettamente correlato è quello della ripresa delle attività scolastiche in presenza il prossimo settembre.

Proprio le prime somministrazioni ai giovani stanno guidando in queste settimane la campagna vaccinale. Figliuolo ha rivendicato come “da un rilevamento effettuato dal Financial Times è emerso che l’Italia è terza nel mondo per vaccinazioni ai giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni. Anche in questo periodo, maggiormente dedicato alle vacanze, la propensione alla vaccinazione tra i giovani è rimasta alta. È proprio nella classe tra i 12 e i 29 anni che stiamo registrando il maggior numero di prime somministrazioni”. Mancano tuttavia ancora 4,4 milioni di over 50 non vaccinati: preoccupante perché la fascia più in pericolo in caso di contagio.

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Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.