Per gli italiani era e resterà soprattutto il mitico protagonista del viaggio di ferragosto al fianco del vulcanico e istrionico Bruno Cortona in Il Sorpasso. L’attore Jean-Louis Trintignant aveva 91 anni, è morto “serenamente, di vecchiaia, questa mattina nella sua casa nel Gard, circondato dai suoi cari”. La notizia è stata data dai media francesi, comunicata dalla moglie Mariane Hoepfner Trintignant in una nota stampa.

Era timido, timidissimo, e fu grazie al teatro se riuscì a superare questo scoglio nel suo carattere. È finito nella storia del cinema: è diventato un simbolo del cinema francese. Era nato nel piccolo comune francese di Piolenc in Provenza l’11 dicembre 1930. Figlio e nipote di una famiglia di piloti da corsa di simpatie socialiste. La sua infanzia fu segnata dai frequenti litigi dei genitori: la madre, figlia della piccola borghesia, era andata in sposa per un matrimonio combinato ed ebbe una storia d’amore con un soldato tedesco. Spesso vestiva il figlio da femmina perché desiderava una figlia.

La donna lo aveva spronato a recitare fin da quando era piccolo. Trintignant studiò legge e si trasferì a Parigi dove cominciò con i primi ruoli a teatro. Si impose sul grande schermo nel 1955 al fianco di Brigitte Bardot in E Dio creò la donna di Roger Vadim. Con la diva del cinema francese ebbe anche una breve relazione. Ha interpretato film come Un uomo e una donna di Claude Lelouch, Z – L’orgia del potere di Costa Gavras, Il conformista di Bernardo Bertolucci, La donna della domenica di Luigi Comencini, Il deserto dei tartari di Valerio Zurlini. Per Z ha vinto anche il premio come miglior attore al Festival di Cannes, quello al Cesar per Amour che vinse pure la Palma d’Oro.

Per sempre legato all’Italia, recitò nel capolavoro di Dino Risi Il sorpasso, del 1962, al fianco di un insuperabile Vittorio Gassman. “A Robé, che te frega delle tristezze. Lo sai qual è l’età più bella? Te lo dico io qual è. È quella che uno c’ha giorno per giorno. Fino a quando schiatta … si capisce”, consigliava Bruno Tortona la mattina di Ferragosto allo studente di legge Roberto Mariano interpretato da Trintignant. Per anni recitò le poesie di Jacques Prevert.

La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2019 con Gli anni più belli di una vita in cui aveva ritrovato la compagna artistica Anouk Aimé e il regista Claude Lelouch. L’anno prima aveva comunicato il suo addio alle scene. Aveva raccontato di avere un tumore. “Nei primi giorni ho deciso di combattere ma poi sono diventato un po’ pigro, mi faccio accudire e aspetto. Non mi sento più sicuro, ho sempre bisogno di qualcuno che mi sorregga e soprattutto mi sento vecchio e inutile”, aveva confidato con nonchalance.

La sua carriera è durata più di 70 anni, ha recitato in oltre 120 ruoli. La sua vita fu segnata indelebilmente dalla tragedia della figlia Marie, nel 2003 uccisa dal compagno, il cantante Bertrand Cantat. Un delitto che scosse la società francese e che portò al centro dell’attenzione la violenza sulle donne. A riuscire a riportarlo sul set e sullo schermo, dopo quella terribile tragedia e anni di silenzio, fu Michael Haneke. Il suo funerale si svolgerà in forma privata.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.