L’isolamento al quale siamo stati costretti negli ultimi due mesi pare proprio che non abbia portato con sé nulla di buono. Invece un lato positivo c’è: stare a casa ci “protegge” dai pericoli ai quali solitamente siamo esposti. In particolare da quello, che in Italia è considerato la prima causa di morte tra i 15 e i 34 anni: gli incidenti stradali. Nel 2018 in Campania sono si sono verificati 9.721 incidenti stradali che hanno causato la morte di 206 persone e il ferimento di altre 14.643. Rispetto al 2017, sono diminuiti gli incidenti (-2%) e il numero di vittime (-14,9%) con decrementi percentuali superiori a quelli rilevati nell’intero Paese (rispettivamente -1,4% e -1,3%); il numero di feriti si è ridotto (-0,9%) poco meno della media nazionale (-1,6%).

L’ultimo rapporto dell’Istat fa riferimento a due anni fa e l’indagine ha abbracciato l’intera Regione. Non soni stati ancora resi noti i dati del 2019, ma guardando quelli degli anni passati riusciamo ad avere un quadro più o meno chiaro del numero di incidenti avvenuti in Campania. Stringendo il campo di indagine, però, e sfogliando i report con i numeri dell’anno appena trascorso, siamo in grado di comprendere cosa è cambiato nel capoluogo partenopeo con l’arrivo dell’emergenza Covid-19. “Dall’inizio del lockdown, quindi dal 10 marzo, alla fine di aprile – spiega Antonio Muriano, capitano della sezione infortunistica della polizia municipale di Napoli – abbiamo registrato 206 incidenti. Si è trattato quasi sempre di episodi poco gravi che, nella maggior parte dei casi, non richiedevano il trasporto in ospedale”. Ma cosa succedeva nella nostra città l’anno scorso?

“Nello stesso periodo del 2019 – continua Muriano – si sono verificati 781 incidenti e tre decessi”. Praticamente con la “serrata” imposta dal governo per il contenimento del contagio, si è verificato un terzo degli incidenti stradali e addirittura il 95% in meno di incidenti gravi che, come tali, avrebbero richiesto il ricovero in ospedale. La squadra mobile interveniva soprattutto sul luogo di incidenti gravi, ma con l’arrivo del virus anche queste dinamiche sono cambiate. “In questi mesi – conclude Muriano – abbiamo la fortuna di intervenire anche sul luogo di incidenti banali come un tamponamento tra due auto, proprio perché non siamo impegnati con quelli più gravi, controlliamo anche se i coinvolti avevano ragioni valide per circolare”. Dai controlli effettuati è emerso che solo un terzo delle persone controllate è stato sanzionato perché non presentava l’effettiva necessità di lasciare il proprio domicilio.