“E’ il tempo della fermezza. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza”. È l’appello lanciato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dopo aver incontrato questa mattina in video conferenza i sindaci dei comuni capoluogo di provincia della Lombardia.

SINDACI CHIEDONO MISURE PIU’ RIGIDE – “Tutti i 12 sindaci lombardi che ho incontrato oggi mi hanno chiesto un irrigidimento dlel misure”, ha confermato Fontana intervistato da Sky. Tra le proposte che Regione Lombardia presenterà nel pomeriggio al governo, c’è anche “la chiusura degli esercizi commerciali non essenziali, valutare la chiusura del trasporto pubblico locale e valutare quelle attività imprenditoriali che, senza troppi danni, possono essere chiuse”.

SANITA’ AI LIMITI – Fontana ha lanciato un allarme sulla tenuta della sanità lombarda, che sta “arrivando ai limiti massimi”. “Abbiamo aumentato di oltre 200 posti la disponibilità dei reparti di rianimazione e abbiamo ancora la possibilità di trovare delle soluzioni, ma la richiesta dei malati è elevatissima”, ha spiegato Fontana a Sky. Per il governatore lombardo il sistema sanitario regionale “”può reggere ancora per una settimana”. Anche al Fiera di Rho, ha confermato Fontana, ha dato la sua disponibilità segnalando che in Lombardia ci sono anche ospedali dismessi da poco che possono essere riadattati rapidamente. “A noi – ha aggiunto – adesso manca personale e mancano i macchinari per la rianimazione”.

GALLERA: “STOP PER 15 GIORNI” – Sulla stessa linea l’intervento alla trasmissione Aria Pulita di 7 Gold dell’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera. “A oggi non si intravvede una riduzione – ha spiegato Gallera – tranne che nella zona rossa del Lodigiano dove abbiamo adottato misure molto forti. Lì c’è una stabilità dei contagi che addirittura tende a decrescere”. Per questo la Regione sta valutando di stoppare i trasporti e le attività produttive. “Altri 15-20 giorni di una corsa così forsennata di persone al pronto soccorso e alla terapia intensiva noi non li reggiamo” ha detto Gallera.

IL VENETO SEGUE LA LOMBARDIA – Anche la seconda regione più colpita dal contagio da Coronavirus, il Veneto, ha chiesto misure estreme. “Piuttosto che protrarre un’agonia che dura mesi, credo sia meglio arrivare a una chiusura totale, cosi’ da bloccare definitivamente il contagio”, ha detto il governatore della Regione Veneto Luca Zaia in una conferenza stampa trasmessa su Facebook per fare il punto sull’emergenza coronavirus. Per Zaia “è fondamentale isolare il virus, e più rallentiamo la velocità di contagio e più respiro diamo alle nostre strutture sanitarie”.

PATUANELLI: “LAVORIAMO A SOSPENSIONE MUTUI, BOLLETTE E TRIBUTI” – “Probabilmente il limite dei 7,5 miliardi sarà superato”. A dirlo è il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, intervenuto a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital a proposito dell’intervento previsto dal governo per l’emergenza coronavirus. “Non è detto che il gettito verrà usato tutto e subito”, ha aggiunto.

“Stiamo lavorando alla sospensione dei pagamenti di mutui, bollette, tributi su tutto il territorio nazionale“, ha precisato Patuanelli, che ha voluto ribadire come l’esecutivo sia impegnato perché “su tutto il territorio nazionale” ci siano misure per la cassa integrazione e per il lavoro, accesso ai crediti, misure per le famiglie.

Bertolaso? Ipotesi non in campo e non la ritengo nemmeno motivata”, ha aggiunto il ministro sull’ipotesi di supercommissario. “Abbiamo un commissario, Angelo Borrelli, non riesco a immaginare uno che sappia esprimere più capacità e senso dello Stato, è en