Le prove orali degli aspiranti avvocati sono state sospese a causa della positività al Covid di un membro della commissione esaminatrice. E quindi, dopo aver sostenuto le prove scritte, i praticanti non potranno recarsi nella capitale per affrontare la seconda parte dell’esame. A comunicarlo è Claudia Majolo, presidente dell’Unione praticanti avvocati (Upa), in questi giorni a Roma proprio per discutere delle modalità di svolgimento della prossima sessione dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense.

«Era questione di tempo – osserva Majolo – Prima o poi il Covid si sarebbe annidato anche in seno alle commissioni di esame. Non sarebbe stato meglio prevedere prove orali a distanza? In questo modo commissari e aspiranti avvocati sarebbero stati maggiormente tutelati». Le attività sono sospese fino al 5 novembre, ma i praticanti chiedono chiarezza al Governo, soprattutto al ministro della Giustizia, per tutelare la salute di tutti i soggetti coinvolti. Altrettanto rischiosa per la salute appare la prova scritta della prossima sessione di esami: «Chi si prenderà la responsabilità di almeno 4.500 candidati previsti nella sola Corte d’appello di Napoli? – conclude Majolo – Chiederemo al ministro Bonafede di intervenire per trovare subito una soluzione alternativa».