Trump: "Attacco provocato da una bomba"

Esplosioni Beirut, oltre 100 morti e 4.000 feriti: “Sostanze tossiche nell’aria, andate via”

Esplosioni Beirut, oltre 100 morti e 4.000 feriti: “Sostanze tossiche nell’aria, andate via”

Morte e terrore non smettono di attraversare la città di Beirut dove due esplosioni violentissime hanno devastato la zona portuale della capitale del Libano. L’ultimo bilancio conta oltre 100 vittime e 4.000 feriti, ma non si esclude con ogni probabilità che sia destinato ad aggravarsi. A renderlo noto è la Croce Rossa libanese, secondo quanto riferiscono i media locali, mentre proseguono le operazioni dei soccorritori. Anche secondo il governatore di Beirut, Marwan Abboud, citato dai media locali, risultano più di 100 dispersi. Il ministro della Sanità libanese Hamad Hasan ha consigliato a chiunque possa di lasciare Beirut. Hasan, citato dai media locali, ha affermato che i materiali rilasciati nell’aria sono tossici e potrebbero avere effetti fatali a lungo termine.

La causa delle esplosioni non è chiara, mentre il Paese attraversa una grave crisi economica e sono in corso tensioni tra Israele e il gruppo sciita Hezbollah. Fonti della sicurezza ritengono che l’esplosione al porto di Beirut sia scaturita da “un carico di nitrato di sodio” sequestrato un anno fa e tenuto in un magazzino. Il nitrato di sodio, anche chiamato nitro del Cile, perché estratto in quel Paese a partire dal XIX sec., viene usato in composti esplosivi. Un fotografo di AP vicino al porto ha visto persone ferite a terra e danni significativi ai palazzi. Alcune stazioni tv hanno parlato di un possibile scoppio in un’area del porto dove sono stoccati fuochi d’artificio.

LE ESPLOSIONI –Impressionanti le immagini diffuse sulle tv locali e sui social e che mostrano una gigante nube a fungo nel cielo della capitale. Secondo quanto riferisce su Twitter la corrispondente del quotidiano emiratino The National, Joyce Karam, una delle due deflagrazioni avrebbe avuto luogo nelle vicinanze della residenza dell’ex primo ministro Sa’ad Hariri. La giornalista sottolinea che è atteso per questa settimana il verdetto del Tribunale speciale per il Libano istituito dalle Nazioni Unite per far luce sull’omicidio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri, il padre di Sa’ad, ucciso in un attentato il 14 febbraio del 2005. Secondo i media locali, le autorità non hanno ancora elementi sufficienti per determinare le cause delle due esplosioni, avvenuta l’una a distanza di 15 minuti circa dall’altra. Danneggiati centinaia di edifici tra i quali anche il Palazzo Baabda, residenza del presidente, e diverse ambasciate tra cui quelle di Russia e Kazakistan.
Le esplosioni sarebbero sono state avvertite anche a Larnaca, a Cipro, a 200 chilometri dal porto della capitale libanese.

Le esplosioni hanno coinvolto un team della missione Unifil. Un militare italiano del contingente, il caporal maggiore Roberto Caldarulo, del battaglione Gestione Transiti (RSOM) di Bari ha riportato lievi ferite, come ha fatto sapere lo Stato Maggiore della Difesa spiegando che è stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute. Altri sarebbero sotto osservazione in stato di choc. A quanto ha appreso l’Ansa, quasi tutti i militari italiani coinvolti appartengono al Joint Multimodal Operations Unit (Jmou di Beirut, inquadrata nel Comando Contingente Italiano (IT-NCC) di Naqoura, con il principale scopo di favorire la cooperazione internazionale e l’integrazione sociale tra i militari italiani e la popolazione libanese. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi e l’Ambasciata in Libano, si è attivata per «prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Paese e continua a monitorare la situazione».

VITTIME – Tra le vittime ci sono anche un cittadino australiano e due delle Filippine. “Posso confermare che un australiano è stato ucciso”, ha detto il premier Scott Morrison, in dichiarazioni riportate dai media australiani. Il primo ministro ha espresso solidarietà al Libano, dove vive una “grande comunità australiana”. L’ambasciata australiana a Beirut è stata danneggiata “in modo significativo” dalle devastanti esplosioni, ha aggiunto il premier Morrison.

Il ministero degli Esteri di Manila ha invece confermato che ci sono due morti, 11 dispersi e otto feriti tra i cittadini delle Filippine. Tutte le vittime si trovavano nelle abitazioni dei loro datori di lavoro quando sono avvenute le terribili esplosioni, ha riferito il portavoce Eduardo Menez, citato dai media locali. Nel Paese dei Cedri vivono e lavorano circa 33.000 filippini.

LE REAZIONI – Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha voluto dimostrare la sua vicinanza al popolo libanese in queste ore devastanti. Insieme al ministero della Difesa, oltre ai militari italiani coinvolti, dichiara di star monitorando la situazione dei nostri connazionali.

Ma la reazione più forte è stata senza dubbio quella di Donald Trump, il quale afferma che secondo quanto appreso da fonti della Difesa statunitense le terribili esplosioni avvenute a Beirut, in Libano, potrebbero esser state causate da causato da una bomba. Il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca ha detto di aver incontrato alcuni generali secondo i quali si sarebbe trattato di un’esplosione indotta, di “un attacco, provocato da un qualche tipo di bomba”. I funzionari libanesi affermano di non aver determinato la causa dell’esplosione, che ha distrutto gran parte di un porto e danneggiato edifici in tutta la capitale, causando almeno 78 morti e oltre 4000 feriti.

LUTTO NAZIONALE – Il premier Hassan Diab ha deciso che quella di oggi sarà, in Libano, una giornata di lutto nazionale. «Ciò che è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano», ha detto in lacrime il governatore della capitale libanese. Al momento il ministero della Salute libanese ha riferito di un alto numero di feriti. Secondo l’emittente “Al Arabiya”, tra i feriti vi sarebbero anche la figlia e la moglie del primo ministro, Hassan Diab, e di alcuni suoi consiglieri. Le esplosioni avrebbero danneggiato anche il palazzo di Baabda, sede della presidenza della Repubblica. Il ministro della Salute, Hamad Hassan, ha predisposto l’accoglienza di tutti i feriti negli ospedali a spese del dicastero.

 

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