Perquisizioni e controlli a tappeto a Fuorigrotta. È in corso dalle prime ore di questa mattina un servizio straordinario di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della compagnia di Bagnoli nel quartiere Fuorigrotta lungo le strade più sensibili, negli ultimi giorni al centro di fatti di sangue. Via Caio Duilio, via Campegna e il rione Lauro, sono stati presidiati da decine di militari alla ricerca di armi e droga. L’ultimo agguato si è verificato a Capodanno: a cadere sotto i colpi di arma da fuoco, tre colpi che lo hanno raggiunto al viso, nel Rione Lauro del quartiere, Salvatore Capone, 43 anni, con diversi precedenti.

I controlli sono stati effettuati con il supporto dei militari del Reggimento Campania e delle Aliquote di Pronto Intervento. I militari fanno sapere che sono state 111 le persone controllate, tra queste 52 i pregiudicati, e 48 i veicoli ispezionati. Rinvenuti e sequestrati nel rione Lauro, all’interno di alcuni guanti, nascosti in una cassetta di ispezione, 4 proiettili cal. 9 e 4 cal. 7,65mm.

Perquisizioni numerose anche nel rione Traiano, nel complesso popolare della “99”. Lungo il muro perimetrale del Rione rinvenute 2 pistole: entrambe pronte a sparare secondo i carabinieri. La prima era una Beretta 7,65 con 8 colpi nel serbatoio e uno in canna. È risultata oggetto di un furto commesso nel 2017 a Latina. E poi, tra le foglie di edera, rinvenuta una revolver 38 special con matricola abrasa e 5 proiettili nel tamburo. Ritrovati anche in un cestino per alimenti, nascosto tra le piante, un panetto di hashish di 120 grammi, 85 grammi di cocaina e una busta sottovuoto contenente 130 grammi di marijuana e materiale vario per il confezionamento. I controlli, fanno sapere i militari, continueranno nelle prossime ore.

La faida di Fuorigrotta

Quello a Capone è stato solo l’ultimo degli agguati che negli ultimi mesi hanno insanguinato Fuorigrotta. Capone, stando alla ricostruzione dell’Agi, era la scorta armata dei boss del Rione Lauro, raccordo criminale tra Fuorigrotta, Bagnoli e i Licciardi di Secondigliano, vicino al gruppo Cesi egemone nella zona a ridosso dello stadio Diego Armando Maradona, in contato con gli Esposito e con i Licciardi. L’agguato era stato letto come la risposta al raid che aveva colpito il capoclan Vitale Troncone, raggiunto da una raffica di colpi il 23 dicembre scorso.

L’agguato di Capodanno era avvenuto nel Rione Lauro, considerato roccaforte del clan Iadonisi. La faida di Fuorigrotta è esplosa nell’ultimo anno per la contesa delle piazze di spaccio e la gestione delle estorsioni. Da una parte il clan Bianco-Baratto, dall’altra la famiglia Troncone. Da chiarire il ruolo di altre organizzazioni provenienti dal Rione Traiano (clan Sorianiello) e Bagnoli. A Fuorigrotta intanto si spara a qualsiasi ora: a notte fonda come in pieno giorno.

Vitale Troncone è stato ferito da un raid messo in atto da sicari intorno alle 11:00 di mattina del 23 dicembre. Il 53enne, raggiunto dai colpi al volto e alle gambe, era stato trasportato all’ospedale San Paolo di via Terracina in gravissime condizioni. Il pomeriggio dell’agguato il figlio, Giuseppe Troncone, 24 anni, veniva arrestato per rapina e lesioni personali con l’aggravante del metodo mafioso. La Procura e la Squadra Mobile di Napoli, come ricostruiva questo giornale, avevano provato a giocare d’anticipo nel tentativo di evitare una nuova scia di sangue nel quartiere, cercando di evitare la vendetta dell’omonimo clan dopo l’omicidio del cugino Andrea Merolla, 30 anni, ucciso lo scorso 10 novembre, intorno alle 21:30 in via Caio Duilio, nei pressi di un distributore di benzina.

Il 26 dicembre il fermo di Troncone jr non è stato però convalidato e il 24enne tornò in libertà. Merolla invece morì a novembre, sotto i colpi esplosi dal killer in azione in sella a un motorino guidato da un complice. Antonio Volpe, 77enne considerato dagli investigatori esponente storico della malavita locale (clan Baratto-Bianco) veniva invece ucciso in strada, a via Leopardi, il 15 marzo 2021 e qualche settimana dopo, a inizio aprile, nei pressi dell’abitazione di Vitale Troncone veniva registrata una stesa a opera di un commando di scooter in via Costantino.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.