Molta gente in giro, bar e alcuni negozi aperti, e ripartenza dei trasporti con qualche frenata brusca. È iniziata così la tanto attesa quanto temuta fase 2. Proviamo a ripartire e la parola d’ordine è responsabilità. Ieri centinaia di commercianti napoletani, dopo più di 60 giorni di stop, hanno tirato di nuovo su la saracinesca. La polvere su un tavolino del bar ricorda che sono passati già due mesi dall’inizio del lockdown. Anche un caffè sembrava ormai un miraggio lontano. Ma com’è andato il primo giorno della fase 2? “Abbiamo notato subito un viavai di gente non indifferente – spiega Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Campania – La sensazione è che ci siano davvero troppe persone per le vie della città”. Ed effettivamente a Via Scarlatti, Via Cilea, Mergellina e Posillipo il traffico è tornato, c’è chi passeggia e chi chiacchiera vicino a un bar ed è questo il nodo principale.

“Dobbiamo capire – aggiunge Schiavo – se i cittadini sono in giro per usufruire dei negozi e dei servizi o semplicemente per evadere dalle mura domestiche”. Questo potranno dircelo solo i prossimi giorni e i commercianti che si renderanno conto se la riapertura è stata una scelta giusta o meno, e c’è chi nel dubbio ha preferito aspettare per ripartire, nonostante il via libera. “Solo il 50% delle attività commerciali ha scelto la ripartenza – racconta Schiavo – C’è troppa incertezza e molti temono di dover richiudere poco dopo: sarebbe davvero un disastro”. Ieri, anche autobus, circum e treni sono tornati al servizio dei cittadini. La ripresa del trasporto pubblico ha visto impegnate le forze dell’ordine nel tentativo di garantire tutte le norme di sicurezza stabilite dalle direttive ministeriali.

Caos e disagi si sono registrati a Licola dove centinaia di passeggeri, alcuni dei quali sprovvisti di biglietto e mascherina, sono stati costretti a viaggiare ammassati a bordo del treno della Cumana che collega l’hinterland di Napoli con il capoluogo. Poca folla nell’area vesuviana, tutti con mascherina. Treni pieni, invece, sulla Circumflegrea. Nessun problema per i bus che hanno viaggiato regolarmente e con meno di 20 viaggiatori a bordo. Intanto Eav, la holding del trasporto regionale, fa sapere che è partita la sperimentazione del controllo temperatura dei lavoratori nei siti di Porta Nolana, Don Bosco, Ferraris, Ponticelli. Un solo treno è risultato avere troppi passeggeri a bordo, poteva ospitarne 100 ma a viaggiare erano in 180.

Il presidente Umberto De Gregorio sta lavorando per ridisegnare le fasce orarie, ma si è appellato soprattutto al buon senso di ciascuno. Già, perché pare che la paura sia improvvisamente svanita, lasciando il posto a un utopico e immediato ritorno alla normalità. Non più tardi di qualche giorno fa, d’altronde, il governatore Vincenzo De Luca aveva invitato tutti i cittadini alla calma e alla responsabilità, ricordando che il virus “non ce lo siamo lasciati alle spalle” e sottolineando la necessità di ripartire piano. Si vedrà. Nel frattempo il gruppo consiliare dei Verdi al Comune di Napoli spinge per una mobilità che possa evitare il sovraccarico del sistema pubblico: “Comune e Regione – dicono i consiglieri Stefano Buono e Marco Gaudini – comincino a pensare a contributi per chi vende auto o bici elettriche. Non c’è momento migliore e più urgente di questo per ripensare il modo di spostarsi in città e in regione”.