Tra qualche settimana l’università degli studi di Napoli Federico II avrà un nuovo rettore che siederà al posto dell’uscente Gaetano Manfredi, nel frattempo diventato ministro nel secondo governo Conte. A contendersi la carica saranno Matteo Lorito e Luigi Califano. A prescindere da chi assumerà la guida dell’università più prestigiosa del Mezzogiorno, il Riformista ha chiesto ad alcuni imprenditori napoletani cosa dovrà fare il nuovo rettore per avvicinare le imprese all’ateneo e creare un ponte sempre più solido tra il mondo della formazione accademica e quello del lavoro, visto che i numeri descrivono due realtà ancora molto distanti tra loro: in Campania solo sei su studenti dieci trovano lavoro a un anno dalla laurea.

Per Adolfo Bottazzo, amministratore delegato del gruppo Ima, è fondamentale che alla dottrina venga aggiunta una buona dose di esperienza sul campo, incrementando stage e tirocini all’interno delle aziende. I giovani neolaureati sono spesso impreparati ad affrontare problemi e dinamiche aziendali. Fondamentale risulta il dialogo tra imprese e aziende. Per Giovanni Lombardi, presidente di Tecno Capital, l’università dovrebbe ascoltare gli imprenditori così da creae corsi di formazione che possano poi facilitare e velocizzare l’ingresso degli studenti nelle aziende. Anna Del Sorbo, presidente gruppo Piccola Industria nell’ambito dell’Unione Industriali di Napoli, sottolinea quanto le piccole e medie imprese siano importanti per il nostro territorio: costituiscono il 90 per cento del tessuto produttivo locale. L’università deve impegnarsi e fare da tramite tra le due realtà che potrebbero camminare a braccetto, ottenendo risultati straordinari. La Federico II ha insituito un corso di laurea in hospitality management che si muove proprio in questa direzione: sono previste tante ore all’interno delle aziende. Secondo Giancarlo Carriero, presidente della sezione Turismo dell’Unione Industriali di Napoli, estendere questa tipologia di offerta formativa anche agli altri corsi di laurea sarebbe la strategia vincente per avere una formazione sempre più finalizzata al lavoro.

Del Sorbo: orientamento per i laureati

Negli anni scorsi, mentre si registrava un’evoluzione molto positiva nei rapporti tra università e grande impresa, non si è verificato altrettanto con le piccole e medie imprese,che rappresentano oltre il 90 per cento del tessuto produttivo locale. Un limite che pesa in termini di mancata conoscenza da parte dei nostri giovani di un patrimonio di valori e tecnologie, capacità organizzative e creatività. Le pmi, attraverso l’Unione Industriali, veicolano tante richieste di profili studenteschi alle università per la realizzazione di stage, quasi sempre senza avere risposte in tempi adeguati. Perfino le richieste di realizzare incontri con gli studenti, per orientarli e fargli conoscere il tessuto produttivo, restano inevase. Su questi aspetti riteniamo che tra gruppo Piccola Industria dell’Unione e Federico II si possa tracciare un itinerario virtuoso di crescita dell’education. Siamo pronti a fare la nostra parte per superare le criticità. Cervelli e motori devono incontrarsi per crescere e preservare la manifattura del nostro territorio.

Lombardi: sì agli scambi con l’estero

Le piccole e medie imprese campane chiedono di proseguire e intensificare il dialogo e i progetti virtuosi che sono stati avviati, come quello della Apple Accademy, per formare giovani che già durante il percorso universitario – e subito dopo – possano fare esperienze di stage presso le aziende, mettendo così a frutto la teoria imparata sui banchi. L’università dovrebbe mettersi all’ascolto degli imprenditori e del mercato per formare così profili e figure che siano utili alle aziende e che possano soddisfare le richieste dei giovani neolaureati di un veloce inserimento nel mercato del lavoro, attraverso stage e tirocini e poi contratti di assunzione. Provvederei a intensificare i programmi di scambio con le altre università europee e internazionali, dobbiamo attirare i cervelli dall’estero, i migliori ragazzi in giro per il mondo devono venire a fare esperienze nella nostra regione e dobbiamo far sì che i nostri studenti vadano all’estero per poi tornare al Sud e trovare aziende adeguate che possano assumerli e soddisfare le loro ambizioni di crescita.

Bottazzo: incrementare stage e tirocini

L’università deve offrire una formazione sul campo. Nello specifico, la Federico II è quella che dal punto di vista teorico prepara al meglio gli studenti, ma alla dottrina va aggiunta la pratica. I giovani laureati, oggi, arrivano nel mondo del lavoro completamente impreparati e tocca alle piccole e medie imprese (pmi) formarli, iniziando da zero. Questo vuol dire spendere soldi e tempo e, soprattutto per le pmi campane che sono a carattere padronale e raramente manageriale, è difficile. Inviterei, quindi, il nuovo rettore a inserire nei corsi di laurea più stage e tirocini così da far respirare agli studenti l’ambiente aziendale: conoscerebbero subito meccanismi e problemi di un’impresa. Non solo: bisogna puntare anche sull’inglese e sull’informatica. Poi serve maggiore dialogo tra imprese e università: sono due realtà che devono avvicinarsi e lavorare fianco a fianco.

Carriero: bene i corsi professionalizzanti

Credo che la sinergia tra università e imprese sia fondamentale per facilitare ai giovani l’accesso nel mondo del lavoro. Devo dire che l’università Federico II si muove già in questa direzione. Per quanto riguarda il comparto del turismo, ha creato un corso di laurea in hospitality management. Il corso è stato progettato per rispondere alle esigenze delle principali aziende del comparto dell’ospitalità turistica sul territorio campano, nazionale e internazionale, e prevede molte ore all’interno delle aziende. È un corso “professionalizzante”, le ore passate all’interno delle aziende sono fondamentali per la loro esperienza sul campo ma anche per il loro curriculum perché li rende più “interessanti” agli occhi degli imprenditori. Direi al nuovo rettore di estendere queste iniziative, prevedendo molte ore di pratica, a tutti i corsi di laurea. Per fare questo è importante monitorare e raccogliere le esigenze degli imprenditori così da finalizzare la formazione dei giovani.