I valori conquistati con fatica e custoditi nel tempo meritano solennità e ricordo. Soprattutto celebrando le gesta di chi si è reso eroe per la collettività. È doveroso, dunque, ricordare con solennità il linguaggio simbolico delle Forze Armate. Sin dalla sua prima edizione nel 1948, la rassegna del 2 Giugno ha rappresentato uno dei momenti più solenni e simbolici nella vita della Repubblica italiana. Celebrare la nascita dello Stato repubblicano ha significato, fin dall’inizio, ribadire l’impegno verso i valori fondanti della Costituzione: libertà, democrazia e convivenza pacifica.

La prima rassegna si svolse a soli due anni dal referendum del 2 giugno 1946. Davanti all’Altare della Patria, un imponente schieramento interforze rese omaggio alla giovane Repubblica. Il Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, assunse simbolicamente il comando delle Forze Armate. Fu una parata molto suggestiva nel ricordo di tutti quei valori conquistati con fatica e sacrificio umano. Ovviamente l’evoluzione e il cambiamento dei tempi hanno segnato il passo per una performance che oggi è totalmente diversa dal primo suggestivo ricordo. Già nel 1949, anno dell’ingresso dell’Italia nella NATO, la celebrazione assunse una dimensione più ampia. Nel 1950, la parata fu per la prima volta inserita nel programma ufficiale della Festa della Repubblica. Nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, sfilate parallele si tennero anche a Torino e Firenze, capitali simboliche del Risorgimento. Nel 1965, a cinquant’anni dall’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, sfilarono anche i vessilli delle Unità disciolte che avevano combattuto nella Grande Guerra. Nel 1975, per i trent’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, fecero la loro comparsa i Gruppi Bandiera delle formazioni regolari e irregolari della Resistenza, insieme ai Gonfaloni delle città decorate di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

La parata subì la prima interruzione nel 1976 a causa del terremoto in Friuli: al posto della sfilata, fu deposta una corona al Milite Ignoto. L’anno seguente, nel 1977, si svolse comunque una cerimonia in Piazza Venezia. Dal 1978 al 1982, motivi legati all’austerity portarono a una sospensione della manifestazione. Fu solo nel 1983 che la parata fu ripristinata. Dal 2016, la cerimonia si è arricchita di un nuovo gesto simbolico: sono i sindaci ad aprire la sfilata, sottolineando il legame tra istituzioni locali e Repubblica. Nel 2020 e 2021, la pandemia da Covid-19 ha imposto la sospensione delle celebrazioni pubbliche. Tuttavia, a partire dal 2022, la sfilata su via dei Fori Imperiali è tornata a essere il cuore delle celebrazioni del 2 Giugno.

Oggi celebriamo gli “80 anni della Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”, che rappresenta in pieno il riconoscimento di un percorso, costruito giorno dopo giorno dall’impegno di donne e uomini al servizio dello Stato. Ottant’anni di Repubblica significano ottant’anni di democrazia, libertà, diritti, crescita civile e coesione nazionale. In modo fiero dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia nazionale e della nostra gloriosa storia repubblicana.