La prima partita di pallacanestro della storia finì 1 a 0. E comunque fu una partita esaltante: il New Game era nato, e se non fosse stato per la modestia del suo inventore James Naismith – che oggi Google celebra con uno dei suoi doodle – non si sarebbe chiamato basket. Naismith si rifiutò categoricamente di dare il suo nome. Al contrario dettò le prime regole, organizzò il primo match. Era il 1891. Quando alle Olimpiadi estive di Berlino del 1936 lo sport venne dichiarato disciplina olimpica, ebbe l’onore di alzare la prima palla a due e di consegnare la medaglia d’oro agli Stati Uniti.

Era nato ad Almonte, un piccolo villaggio in Canada, nel 1861. Laureato in medicina, si traferì negli Stati Uniti e cominciò a insegnare tra scuola e università. L’epifania allo Springfield College, in Massachussets. Il responsabile del corso di educazione fisica gli chiese qualcosa di nuovo: qualcosa che potesse divertire e distrarre gli alunni nelle attività motorie che d’inverno si svolgevano al chiuso, in palestra. Naismith allora appese al muro un cesto di vimini, di quelli usati per raccogliere le pesche. I punti si segnavano lanciando al suo interno la palla. L’ispirazione arrivò da un gioco dell’infanzia del professore che si chiamava Duck-ona-rock (l’anatra su una roccia), che si giocava con un sasso.

Serviva una scala, all’inizio, per raccogliere il pallone nella cesta, chiusa sotto. La retina arrivò solo nel ‘900. In due settimane il professore scrisse le prime regole. Che poi divennero 13, pubblicate sul giornale studentesco universitario Triangle il 15 gennaio 1892. L’attività era definita “A new game” sul periodico. Il 21 dicembre 1981 organizzò la prima partita disputata dal cosiddetto First Team: 18 giocatori della sua classe divisi in due squadre. La prima partita ufficiale l’11 marzo 1892, docenti-studenti, 5 a 1.

Naismith rifiutò di dare il suo nome al gioco, che altrimenti sarebbe diventato Naismithball. Inventò anche la palla a spicchi, 8 oggi, dalla superficie a pallini per aumentare la presa. Fu il primo coach della storia, ai Kansas Jayhawks dal 1898 al 1907. Giocò 115 incontri, vincendone 55 e perdendone 60. Naismith morì di infarto il 28 novembre 1939. Le regole del Game vennero tradotte in Italia nel 1907 da Ida Nomi Venerosi Pesciolini, una maestra della commissione tecnica femminile della Federginnastica. Lo sport fu presentato a Venezia: palla al cerchio veniva chiamato. All’inizio era considerato uno sport “da signorine”.

Le 13 regole di Naismith:

  1. La palla può essere lanciata in qualsiasi direzione con una o entrambe le mani.
  2. La palla può essere colpita in qualsiasi direzione con una o entrambe le mani, ma mai con un pugno.
  3. Un giocatore non può correre con il pallone, deve lanciarlo dal punto in cui lo ha preso.
  4. La palla deve essere tenuta in una mano o tra le mani; le braccia o il corpo non possono essere usate per tenerla.
  5. Non è possibile colpire con le spalle, trattenere, spingere, colpire o scalciare in qualsiasi modo un avversario; la prima infrazione da parte di qualsiasi giocatore di questa regola è contata come un fallo, la seconda squalifica il giocatore fino alla realizzazione del punto seguente o, se è stata commessa con il chiaro intento di infortunare l’avversario, per l’intera partita; non sono ammesse sostituzioni.
  6. Un fallo consiste nel colpire la palla con il pugno, nella violazione delle regole tre e quattro e nel caso descritto dalla regola 5.
  7. Se una squadra commette tre falli consecutivi, conterà come un punto per gli avversari; consecutivi significa senza che gli avversari ne commettano uno tra di essi.
  8. Un punto viene realizzato quando la palla è tirata o colpita dal campo nel canestro e rimane dentro, a meno che i difensori non tocchino o disturbino la palla; se la palla resta sul bordo e l’avversario muove il canestro, conta come un punto.
  9. Quando la palla va fuori dalle linee del campo, deve essere rimessa in gioco dalla persona che per prima l’ha toccata; nei casi dubbi, l’umpire deve tirarla dentro il campo; chi rimette in campo la palla ha cinque secondi: se la tiene più a lungo, la palla viene consegnata agli avversari; se una squadra continua a perdere tempo, l’arbitro darà loro un fallo.
  10. L’umpire è il giudice dei giocatori e prende nota dei falli, comunicando all’arbitro quando ne sono commessi tre consecutivi; ha il potere di squalificare un giocatore secondo la regola 5.
  11. L’arbitro è il giudice della palla e decide quando la palla è in gioco, all’interno del campo o fuori, a chi appartiene e tiene il tempo; decide quando un punto è segnato e tiene il conto dei punti con tutte le altre responsabilità solitamente appartenenti ad un arbitro.
  12. La durata della gara è di due tempi da quindici minuti, con cinque minuti di riposo tra di essi.
  13. La squadra che segna il maggior numero di punti nel tempo utile è dichiarata la vincitrice dell’incontro. Nel caso di pareggio, il gioco può continuare, se i capitani sono d’accordo, fin quando non viene segnato un altro punto.

Redazione