“Quanto accaduto stanotte al Cimitero di Poggioreale ha dell’incredibile. Secondo quello che abbiamo potuto apprendere, ignoti hanno sfondato un varco auto, violato tre Confraternite e seminato il panico, per poi caricare sul camion il colpo della loro ignobile rapina: tantissime fioriere di rame, ipotizziamo sopra il migliaio”. Così Vincenzo Tammaro e Alessio Castiello, custodi delle Arciconfraternite, hanno denunciato l’accaduto nella notte. Questa mattina si sono trovati davanti uno scenario disarmante.

“Sono anni – denuncia Castiello – che chiediamo maggiori tutele e controllo per il Cimitero, ancor prima che la dovuta valorizzazione degli spazi e il decoro. Invece la situazione è andata solo peggiorando, e il crollo di qualche mese fa anziché accendere i riflettori li ha spenti del tutto”. Ai primi di gennaio ci fu infatti un drammatico crollo nel cimitero di Poggioreale che danneggiò circa 200 loculi. Alcune bare furono distrutte e addirittura i cadaveri si riversarono tra le macerie. Il cedimento interessò l’edificio di tre piani di una congrega nei pressi dell’emiciclo della parte più antica del cimitero. A provocare il cedimento forse una perdita d’acqua.

Paghiamo anni di mancata interlocuzione con l’amministrazione comunale – spiegano Tammaro e Castiello – ma speriamo che il vento stia cambiando. La nuova Giunta ha da subito dimostrato una sensibilità diversa sul tema e spero che quanto raccontiamo oggi sia l’ultimo caso di tragedia annunciata che dobbiamo denunciare”.

Già all’epoca del crollo la voce degli addetti ai lavori si levò chiara e forte per denunciare lo stato di abbandono in cui versa il cimitero cittadino. “Non è più tempo di accuse e di appelli, che in questi anni pure abbiamo lanciato in continuazione insieme a proposte per riqualificare il complesso cimiteriale di Poggioreale. Il crollo che si è registrato in queste ore è un monumento a imperitura memoria di come l’incuria e la disattenzione abbiano preso il sopravvento, una splendida cartolina che riproduce fedelmente come Napoli tratta il bene comune”, hanno dichiarato Gennaro Tammaro dell’omonima ditta di onoranze funebri e i rappresentanti della nascente associazione AICCN (Associazione Incaricati Confraternite Cimiteri di Napoli) – in fase di costituzione con l’obiettivo di tutelare le Confraternite partenopee.

Le dichiarazioni sono arrivate dopo che la notizia del cedimento è stata resa nota. “Lo stato dell’arte è incuria e degrado. Sono passati anni, comunicati stampa, segnalazioni e richieste di tavoli istituzionali ad hoc, invece anche oggi dobbiamo gridare al miracolo che nessuno sia rimasto coinvolto nel crollo”, si legge nella nota. “Abbiamo bisogno di spiegazioni. Non solo sul crollo in sé, e cosa l’ha causato, ma su cosa questa Amministrazione intende fare per restituire decoro all’intero comparto cimiteriale, le strutture e gli immobili, oltre che all’organizzazione del comparto stesso”.