Spazzatura in casa per quattro giorni (dal 20 al 23 luglio), cestini lungo le strade sigillati e bidoncini ‘porta a porta’ da tenere all’interno della propria proprietà. Il tutto per questioni di sicurezza. Quattro giornate di sofferenza per i cittadini partenopei che risiedono nella zona rossa, quella che sarà interessata dal G20 su ambiente, clima ed energia in programma al Palazzo Reale di Napoli giovedì 21 luglio e venerdì 22 e, per una strana quanto stonata coincidenza, in concomitanza con l’anniversario del G8 sanguinario andato in scena a Genova nel 2001.

Una prassi, quella di evitare cassonetti in strada, adottata in tutto il mondo quando sono in programma eventi istituzionali del genere. L’obiettivo è quello di evitare qualsiasi tipo di attentato e per tale motivi è stato predisposto un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, oltre 2mila.

Ma le polemiche, tra i residenti della zona, non mancano, anche perché – si legge in una nota di Asia Napoli – “sarà consentito il solo conferimento del rifiuto “non riciclabile” a sacco, da depositare presso i punti delle postazioni di cassonetti momentaneamente rimosse, esclusivamente dalle 21 alle 23″. Due ore a disposizione per gettare l’indifferenziato e 96 ore di attesa prima di liberarsi di umido, vetro, plastica e carta. “I rifiuti differenziati – spiega l’Asia – dovranno essere mantenuti presso la propria abitazione e/o esercizio commerciale fino al ripristino delle normali modalità di conferimento a partire da sabato 24.Tutte le attrezzature domiciliari (bidoncini ‘porta a porta’) dovranno essere mantenute rigorosamente all’interno della propria proprietà. Le strade principali presso cui verranno rimosse le attrezzature stradali e sigillati i cestini sono le seguente: via Cesario Console, via Chiatamone, via Generale Orsini, Piazza Vittoria, Piazza Trieste e Trento, via Santa Lucia“.

Umido in casa per quattro giorni con il caldo che fa” lamenta un residente. “Pure follia” aggiunge un altro. Polemiche che avvengono in un momento storico assai delicato per la città partenopea. Da una parte l’assoluta inadeguatezza di un’amministrazione comunale, quella guidata da Luigi de Magistris, responsabile, tra le tante cose, anche del disagio dovuto alla chiusura della Galleria Vittoria, inagibile da quasi un anno e con i lavori che, dopo annunci rivelatisi fasulli (“entro fine giugno una corsia sarà libera“), dovrebbero partire, forse, ad agosto.

Nel frattempo i disagi alla circolazione sono stati coperti, in parte, dalla pandemia e dalle restrizioni in vigore fino a qualche settimana fa. Adesso però la città è una polveriera e, con il G20, via Chiatamone è diventata addirittura una strada a doppio senso con gravi ripercussioni per la viabilità cittadina (considerata anche la carenza del sistema di trasporto pubblico).

Intanto per quattro giorni la zona rossa di Napoli, quella compresa tra il lungomare e piazza del Plebiscito, sarà un esempio di efficienza e, proteste permettendo, vivibilità, al pari di una cittadina della Svizzera: strade pulite, nessuna auto in doppia fila, fioriere installate per l’occasione, strade rattoppate come accade per l’arrivo di Papa Francesco qualche anno fa. Il tutto per consentire l’ennesima passerella politica; poi dopo si ritornerà nel caos di prima con i soliti annunci di cambiamento dei candidati a sindaco di turno. Poi si ritornerà al caos di prima. L’importante è continuare a nascondere i problemi cronici che, ciclicamente, si ripresentano: dalla sofferenza estiva nella raccolta dei rifiuti, con le periferie lasciate nel degrado più assoluto, alla quasi totale percezione di insicurezza per le strade della città. Basti pensare alla folle notte dei festeggiamenti per la vittoria dell’Europeo con il drammatico bilancio di un poliziotto libero dal servizio ferito da un colpo d’arma da fuoco nel tentativo di sventare una rapina, un giovane raggiunto da un proiettile alle gambe e decine di denunce (“c’era la fila fuori la caserma”) di furti, scippi e rapine.

 

 

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.