Prosegue lo stallo sulla riapertura della Galleria Vittoria a Napoli. Una delle arterie principali del capoluogo campano, che collega la zona portuale e il centro storico con la zona del lungomare, è chiusa da nove mesi, nonostante i proclami del Comune. “Avvieremo l’intervento a fine maggio e riapriremo una corsia del tunnel a fine giugno, in modo da poter nuovamente pedonalizzare il lungomare senza perdere l’estate”, aveva dichiarato il sindaco Luigi de Magistris in un’intervista al Mattino poco più di un mese fa.

Ma è ancora tutto fermo, paralizzato, come la città che per via di questo impedimento riesce a fatica a smaltire il traffico di auto. Il problema nasce per motivi burocratici. Inizialmente a Palazzo San Giacomo si era deciso di destinare 600mila euro del bilancio per procedere con i lavori. Somma che si è ben presto rivelata troppo bassa per un progetto che è stato sottostimato e che in realtà sarebbe molto più articolato, come tra l’altro richiesto dalla Procura della Repubblica che ha invitato il comune a procedere con maggiore attenzione alla sicurezza.

L’idea postuma di attingere a 2 milioni garantiti da Rete Ferroviaria Italiana e destinati alla viabilità è naufragata – riporta Il Mattino – perché Anas, l’azienda incaricata materialmente di condurre i lavori, non può essere di fatto pagata con quei fondi. Sono soldi destinati al Comune di Napoli, sui quali andrebbero a rivalersi i numerosi creditori che aspettano ancora pagamenti da Palazzo San Giacomo per lavori svolti in passato.

Sembrava tutto pronto, al punto che sindaco e assessori si erano sbilanciati sulle date di avvio dei lavori. Ma gli ulteriori ritardi hanno portato a un susseguirsi di riunioni tra uffici legali e contrattazioni, per ora senza esito. La galleria è chiusa dal 28 settembre scorso, quando il cedimento di un pannello di rivestimento – franato al suolo – ha fatto scattare l’allarme. Infiltrazioni di acqua minacciano la solidità della copertura interna, e secondo il geologo Gianluca Minim, tecnico di parte per il Comune, sono state causate da “decenni di scarichi illegali e perdite dalle condutture della collina di Pizzofalcone”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.