“Gesù bambino può anche nascere due ore prima”. È questa frase pronunciata dal  ministro per gli Affari regionali Boccia, ad aver aperto il dibattito sul Natale, in particolar modo sulla celebrazione religiosa del 24 dicembre sera. Si discute infatti sulla possibilità di anticipare la tradizionale messa di mezzanotte per rispettare il coprifuoco delle 22. Un’eresia? Secondo molti parroci niente affatto.

I Vescovi italiani, martedì prossimo, si riuniranno in Consiglio episcopale permanente in via straordinaria e in quella sede rifletteranno sulle attività pastorali del periodo natalizio quindi anche sulla messa della notte di Natale. “Non c’è nulla di strano ad anticipare la messa di Natale di due ore. Vorrei dire a Boccia che il problema non è l’orario, ma semmai il rispetto delle regole. E noi le regole le rispettiamo. Già in Vaticano il Papa celebra due ore prima, e la vigilia di Natale nelle parrocchie c’è già chi celebra la sera alle diciotto. Dov’è il problema? Non ne farei un dramma”. Ha detto Michele Pennisi, vescovo di Monreale in una intervista a Repubblica. “Mi sento di dire che se il governo avanzasse questa richiesta la Cei non avrebbe problema a recepirla. Ripeto: la messa di mezzanotte non è un tabù intoccabile”, conclude.

E ancora. “La gente – premette all’Adnkronos don Giuseppe Corbari, il parroco di Robbiano di Giussano in Brianza che durante il lockdown celebrò con le sagome dei fedeli per sentirsi meno solo – non fa ancora domande. Il clima decisamente non è natalizio. La politica e la Cei arriveranno a delle decisioni ma sul territorio la gente non è ancora al Natale con la testa. C’è la preoccupazione dell’oggi” con l’emergenza coronavirus che non si placa.

Sulla stessa linea, il commento social di don Dino Pirri, sacerdote della diocesi di San Benedetto del Tronto molto amato dai giovani per la diffusione del Vangelo via web: “Come sovente, fanno polemiche sull’orario di una messa quelli che non ci credono o non ci vanno. Altrimenti capirebbero e sarebbero contenti”.

Discorsi squisitamente teorici fa capire il parroco brianzolo dal momento che “Gesù bambino è già nato duemila anni fa, non è che lo si deve fare nascere ora. Stiamo parlando di una celebrazione. Non credo sia un problema ,magari qualcuno ideologicamente potrà porlo ma è pura ideologia, dal punto di vista liturgico non è davvero un problema l’ora. Tra noi preti ci si è detto: aspettiamo le decisioni nazionali, qualunque andrà bene”.

Don Lino Viola, parroco di Gallignano nel cremonese, che vide entrare in chiesa i carabinieri che volevano impedirgli di celebrare messa per la presenza di qualche fedele in più di quelli consentiti dall’emergenza sanitaria e fu multato, fa i conti con l’anagrafe: “Sono un prete di 80 anni quindi resisto poco in piedi e non faccio mai tardi. Non mi cambia nulla anticipare la celebrazione, non vedo problemi”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.