Il fenomeno del cambiamento climatico ci richiama insistentemente alle nostre responsabilità: esso investe in particolare i più poveri e più fragili, coloro che meno hanno contribuito alla sua evoluzione. È dapprima una questione di giustizia e poi di solidarietà”. Lo ha ribadito Papa Francesco chiedendo di accelerare un ”cambio di rotta”, in occasione dell’udienza ai promotori del ”Green and Blue Festival” nella Giornata Mondiale dell’Ambiente.

”Il cambiamento climatico ci riporta anche a fondare la nostra azione su una cooperazione responsabile da parte di tutti: il nostro mondo è ormai troppo interdipendente e non può permettersi di essere suddiviso in blocchi di Paesi che promuovano i propri interessi in maniera isolata o insostenibile”, ha osservato Bergoglio.

”Si tratta di una sfida ”grande” e impegnativa, perché richiede un cambio di rotta, un deciso cambiamento dell’attuale modello di consumo e di produzione, troppo spesso impregnato nella cultura dell’indifferenza e dello scarto, scarto dell’ambiente e scarto delle persone. È, poi, una sfida ”bella”, stimolante e realizzabile: passare dalla cultura dello scarto a stili di vita improntati alla cultura del rispetto e della cura, cura del creato e cura del prossimo, vicino o lontano nello spazio e nel tempo. Ci troviamo davanti a un cammino educativo per una trasformazione della nostra società, una conversione sia individuale che comunitaria”, ha osservato ancora il Papa.

Papa Francesco ha quindi richiamato ”l’importanza di una cooperazione responsabile ad ogni livello. Abbiamo bisogno del contributo di tutti. E questo costa. È necessario accelerare questo cambiamento di rotta a favore di una cultura della cura – come si curano i bambini -, che ponga al centro la dignità umana e il bene comune”.

Redazione

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