L'analisi
Giustizia, serve una riforma vera su tempi e procedure. Il problema dei tribunali: l’80% sono medio/piccoli
Il rapporto curato da Roberto Garofoli propone di stabilizzare dopo il PNRR il metodo per obiettivi, rafforzare l’Ufficio per il processo e non tornare indietro sulla geografia giudiziaria. Perché una giustizia lenta e disomogenea non è soltanto un problema dello Stato: è un costo per imprese, investimenti e crescita. La giustizia civile è un’infrastruttura economica. Dove i tempi sono rapidi e prevedibili aumentano la fiducia, l’attrattività dei territori e la capacità delle imprese di investire. Dove invece i procedimenti si allungano, il diritto diventa un costo.
La quinta scheda del rapporto
È da questa premessa che parte la quinta scheda del Rapporto curato da Roberto Garofoli e promosso da ANCI, dedicata alla geografia della giustizia civile. I numeri raccontano un miglioramento importante, ma anche un problema che resta irrisolto. Alla fine del 2025 i procedimenti civili pendenti erano diminuiti del 54% rispetto al 2009, anche grazie agli interventi del PNRR. Il disposition time complessivo era di 1.790 giorni: 435 in tribunale, 492 in Corte d’appello e 863 in Cassazione. Rispetto al 2019 la durata si era ridotta del 28,8% nel 2025, arrivando al 34,7% nel febbraio 2026. A giugno 2026 la riduzione dei tempi di definizione rispetto al dato di riferimento del PNRR aveva raggiunto il 50,02%. Ma la media nazionale nasconde una frattura territoriale profonda. Nel 2025 la durata media dei procedimenti nei tribunali del Centro-Nord era inferiore del 17,1% rispetto al Mezzogiorno; nelle Corti d’appello il divario saliva al 18,6%.
Non è una differenza neutra
Non è una differenza neutra: secondo le stime richiamate dal Rapporto, se i tribunali meridionali raggiungessero i tempi del Centro-Nord, il Pil nazionale potrebbe crescere di circa 0,4 punti percentuali. Tempi, arretrato, carichi di lavoro e organizzazione dovrebbero essere governati attraverso dati, cruscotti e benchmarking tra gli uffici. Un ruolo decisivo lo ha avuto l’Ufficio per il processo, che il Rapporto propone di stabilizzare e rendere più omogeneo. Il personale dovrebbe essere distribuito in funzione dei flussi di domanda e delle necessità strutturali dei singoli uffici, superando le differenze organizzative oggi affidate in larga misura alla discrezionalità locale.
L’80% dei tribunali è medio/piccolo
La digitalizzazione ha già prodotto risultati rilevanti: sono stati dematerializzati 7,7 milioni di fascicoli e gli uffici con più addetti all’UPP hanno registrato le riduzioni più significative di tempi e arretrato. Resta però un problema strutturale: oltre l’80% dei tribunali italiani è classificato come piccolo o medio-piccolo. Sono proprio gli uffici più esposti alle scoperture di organico, al turnover e agli improvvisi aumenti delle cause. Per questo il dossier invita a non arretrare sulla geografia giudiziaria. Gli studi sugli accorpamenti del 2013 hanno registrato nelle sedi interessate circa il 5% di procedimenti definiti in più e una riduzione analoga del disposition time. Tornare alla proliferazione dei piccoli tribunali, dunque, rischierebbe di indebolire la specializzazione e l’efficienza. La razionalizzazione, però, non deve significare abbandono dei territori. La proposta è compensare la distanza fisica con sportelli di prossimità, udienze da remoto e trattazione scritta, mentre gli uffici in difficoltà potrebbero essere sostenuti rapidamente con magistrati e personale amministrativo attraverso forme flessibili di mobilità. Il processo civile telematico rende possibile spostare competenze là dove servono, senza attendere necessariamente nuovi organici stabili.
La conclusione politica è netta: il PNRR ha dimostrato che la macchina giudiziaria può migliorare, ma il vero banco di prova comincia adesso. Consolidare i risultati, trasferire le buone pratiche nell’ordinaria amministrazione e ridurre il divario territoriale. Perché una giustizia civile efficiente non è soltanto una questione di arretrato: è una condizione della crescita italiana.
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