Dimissioni e poi 48 ore per tentare, in caso di reincarico da parte del presidente Sergio Mattarella, di trovare una quadra sui cosiddetti “responsabili” ed allargare il perimetro della maggioranza. Giuseppe Conte sperava di poter costituire il nuovo gruppo parlamentare al Senato senza passare dal Quirinale, ma i tentativi fatti fino ad oggi si sono rivelati un flop che hanno garantito solo la risicatissima maggioranza sul voto di fiducia al Senato, aiutato dall’astensione di Italia Viva.

Se un Conte ter dovesse effettivamente nascere, per l’avvocato pugliese dovrebbe essere fondamentale la pattuglia di senatori che entrerà e si appoggerà al simbolo del Maie, gli italiani eletti all’estero. I numeri sono quantomeno ballerini, ma potrebbero consentire a Conte di avere una maggioranza senza dover contare sull’appoggio di Italia Viva, che potrebbe essere ‘contattata’ solo dopo aver raggiunto l’obiettivo dell’autosufficienza.

Quello che il Partito Democratico chiama “governo di salvezza nazionale” dovrebbe quindi poggiarsi sui voti dei fuoriusciti del centrodestra, dalla sua ala più moderata. I nomi li fa esplicitamente il Corriere della Sera questa mattina: si parla infatti di Sandro Biasotti, Maria Virginia Tiraboschi, Andrea Cangini (che smentisce), Luigi Vitali e Anna Carmela Minuto. Con questi ancora i due senatori dell’Udc, Paola Binetti e Antonio Saccone, e tre di Cambiamo, il gruppo di Giovanni Toti.

Tutti, ovviamente, smentiscono o non confermano, ma dalle parti di Palazzo Chigi sono già ‘contati’ tra quelli disponibili ad allargare il perimetro della maggioranza. Come detto, il discorso con Italia Viva verrebbe ripreso solo dopo la costituzione del gruppo di responsabili, che potrebbe contare tra le proprie fila già alcuni senatori di IV dati in partenza.

Quindi, entrando in uno scenario ancora molto lontano, sarebbe il turno del nuovo esecutivo. Conte dovrebbe ovviamente ‘ricompensare’ i responsabili con almeno un paio di ministeri, eventualmente anche Italia Viva se i renziani dovessero tornare sui propri passi e dare il sostegno al Conte ter. In nome del “governo di salvezza” gli indiziati a fare un passo indietro sono il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ma anche altri due grillini come Nunzia Catalfo e Riccardo Fraccaro. Dentro invece per il Partito Democratico il vicesegretario Andrea Orlando.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.