Cinema, musei, bar e ristoranti. Dove sarà obbligatorio l’uso del green pass? Basterà una sola dose o ne serviranno 2? Oggi il Governo stabilirà gli ultimi dettagli per varare il nuovo decreto anti covid. La linea sembra essere tracciata: la certificazione verde sarà obbligatoria con una dose di vaccino per tutti i luoghi al chiuso, compresi i ristoranti, doppia dose ovunque ci sia il rischio di assembramenti.

Sarà la Cabina di Regia convocata in mattinata a mettere a punto gli ultimi punti. In serata ci potrebbe essere la conferenza stampa di Mario Draghi che illustrerà il decreto definitivo che entrerà in vigore già da lunedì. Uno dei punti riguarda i parametri per le regioni per il passaggio da un colore all’altro. I presidenti hanno accettato l’obbligo del green pass a patto che possa essere rilasciato anche a chi ha fatto solo una dose di vaccino.

I nuovi parametri per il cambio colore delle regioni

Le Regioni, sulla spinta delle più piccole che avendo meno strutture ospedaliere rischiano a loro dire di essere penalizzate da criteri considerati restrittivi, hanno proposto di portare il limite massimo di occupazione dei posti letto per restare in zona bianca al 20% per le terapie intensive e al 30% per i reparti ordinari. “Si tratta di proposte che facciamo al Governo, in un’ottica di collaborazione istituzionale”, assicura il presidente Massimiliano Fedriga, anche “alla luce dell’attuale contesto epidemiologico – caratterizzato da un aumento dell’incidenza ma da una bassa occupazione dei posti letto ospedalieri – e dalla progressione intensa della campagna vaccinale”.

Proposte però che il governo, soprattutto l’area più rigorista, considera “troppo lontane” dalle raccomandazioni del Cts – che invece fissava i parametri rispettivamente al 5% e al 10% – di cui si sta tenendo conto nella scrittura del nuovo decreto: bisogna trovare un punto d’incontro che potrebbe essere quello di far scattare il passaggio in zona gialla con più del 10% dei posti occupati in terapia intensiva e più del 15% o al massimo 20% dei reparti ordinari.

Bisognerà prima trovare una linea comune, nell’esecutivo e con le Regioni, dove emergono ancora alcuni distinguo. Sul green pass per esempio frena la Lega, con Matteo Salvini che torna a chiedere “gradualità” perché non si può “escludere per decreto da domani 30 milioni di italiani dalla vita sociale”. In queste ore, avvisa il leader del Carroccio, “mi sto confrontando con Palazzo Chigi, con Giorgetti, con le Regioni, con i sindacati, con tutti, perché la tutela della salute è al primo posto ma c’è anche la tutela del diritto al lavoro, allo spostamento, quindi mi auguro non ci siano scelte draconiane, improvvise, imponderate”.

Green pass per ristoranti al chiuso

In fascia bianca basterà dunque avere una prima dose per stare nei ristoranti al chiuso. Sugli altri luoghi chiusi la decisione sarà presa oggi e spetterà alla cabina di regia — dopo il confronto con le Regioni e il parere del Comitato tecnico scientifico — stilare la lista che già comprende aerei, treni e navi.

Green pass e grandi eventi e discoteche

Dai governatori è invece già arrivato il via libera al green pass con doppia dose per i grandi eventi. “La Conferenza delle Regioni – conferma il presidente Massimiliano Fedriga che guida il Friuli Venezia Giulia – ha elaborato alcune proposte sull’uso del Green Pass in un’ottica positiva, ovvero per permettere la ripresa in sicurezza di attività fino ad oggi non consentite o limitate. Ad esempio grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi”.

Green pass attivo solo per chi fa anche la seconda dose

Proprio per incentivare i cittadini a completare il ciclo vaccinale, nel decreto sarà specificato che il Green pass rilasciato a chi ha fatto la prima dose non sarà più valido se non ci si presenta all’appuntamento per la seconda. Il ministero della Salute ha invece chiarito che chi non è ancora riuscito ad ottenere il green pass potrà utilizzare il certificato vaccinale ottenuto dopo la prima oppure dopo la seconda dose.

Slitta invece la decisione sui mezzi pubblici come bus e metro: impossibile guardando i dati – è il ragionamento fatto – imporre fin da ora il green pass con doppia dose per l’utilizzo da parte dei cittadini. Il tema sarà affrontato con un altro provvedimento, in vigore non prima di settembre, lo stesso che potrebbe garantire agli studenti vaccinati di continuare a frequentare le lezioni in presenza anche in caso di focolai e che potrebbe contenere indicazioni sulla forte raccomandazione o addirittura l’obbligo per docenti e personale scolastico di vaccinarsi. Ma per quello Draghi vuole ancora osservare l’andamento dell’epidemia.

Una sola dose per i guariti

La certificazione viene rilasciata ai vaccinati, ma anche a chi è guarito dal Covid oppure a chi ha un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Ieri il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza ha firmato la circolare che prevede “un’unica dose di vaccino per i soggetti con pregressa infezione da Sars-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché venga eseguita preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.