Monica Santi ha confessato ieri durante l’udienza di convalida del suo fermo. “Ho gettato il bimbo fuori dalla finestra … non so spiegare il perché, ero in catalessi, quasi soffocata. Dopo è come se mi fossi trovata in una realtà parallela. L’unica cosa che poi sono riuscita a fare è stata scendere al piano di sotto, raggiungere la colf e dirle: ‘Adesso il bambino è libero’”. L’arresto nei suoi confronti per tentato omicidio era stato disposto martedì pomeriggio ed è stato confermato per il rischio della reiterazione del reato.

La 32enne ha confessato di aver spinto il piccolo di 13 mesi dalla finestra del secondo piano di casa a Soliera, in provincia di Modena. Il piccolo è tutt’ora ricoverato all’Ospedale Maggiore di Bologna in condizioni gravi anche se non in pericolo di vita. I medici sono “cautamente ottimisti”. La ragazza ha reso la sua confessione al gip Andrea Scarpa e al pm Pasquale Mazzei davanti all’avvocata Francesca Neri che l’assiste. “Mia figlia? Era scossa per come aveva perduto l’impiego da segretaria: sì, loro me l’hanno rovinata… Ma di una cosa sono certa: Monica a quel bimbo voleva bene…”, ha detto la madre dell’accusata a Il Corriere della Sera.

Proprio intorno alle ragioni di quel gesto si concentrano ora le indagini. Laureata in Economia, appassionata di fotografia e disegno, la ragazza aveva lavorato da segretaria amministrativa presso un’azienda del modenese fino al giugno 2021. La legale ha spiegato che quel rapporto finì male, “sul filo del mobbing”, fu necessario l’intervento dell’avvocato. La donna ha detto che quell’esperienza creò un malessere che non è riuscita a gestire in alcuna maniera. L’annuncio per lavorare presso la famiglia di Soliera l’aveva trovato a fine 2021 online dopo aver trascorso l’estate a Nizza sempre come baby sitter.

Presto sarà nominato un perito, su richiesta del pm, per chiarire quanto il disagio abbia influito su quel gesto tremendo che per poco non ha ucciso il neonato. A confermare il malessere della donna, che vive con i genitori in un podere a Carpi, è stata la madre. “Mia figlia è sempre stata una donna sola e da sola andava al cinema o in gita, come domenica scorsa a Forte dei Marmi”, ha detto la donna tramite la legale. “Era scossa per come aveva perduto l’impiego da segretaria: sì, loro me l’hanno rovinata…” ma adorava quel bambino e “quando rientrava dal lavoro mi tempestava di domande: “Ma io quando ho cominciato a camminare? E a parlare?”. Cose così… Voleva sapere come regolarsi con quel piccino che adorava”. Che la 32enne adorasse qual bambino lo ha dichiarato anche Anna, la colf che il giorno dell’incidente è intervenuta per prima salvando forse il neonato.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.