Beppe Furino ha 74 anni. Siciliano di nascita, cresciuto tra Campania e quindi a Torino. Lo ricordano tutti con la maglietta della Juventus, centrocampista incontrista. Tre presenze anche con l’Italia. Piange il lutto della moglie, Irene Vercellini, stroncata dal covid-19, e convive con un senso di colpa che non lo lascia.

“Purtroppo credo di avere fatto da untore, portando a casa il virus. Ci ha preso tutti, in famiglia. Ma mentre noi guarivamo lei cominciava ad avere seri problemi di saturazione. Da quando è stata ricoverata non l’ho più vista. Non dimenticherò mai questo dolore tremendo”. Una storia che non è isolata, non un episodio, purtroppo. Dall’inizio della pandemia sono stati 108.350 i morti in Italia.

Irene Vercellini era anche apprezzata politica, tifosa come il marito, che ha raccontato il suo dramma a Il Corriere della Sera. “Più di me non è facile, ma era tifosissima, nonché piuttosto accesa nei suoi comportamenti. Era una vera tifosa da stadio, andava nei distinti al Comunale prima che io la convincessi a seguirmi in tribuna. Erano anni meno esasperati di questi, si poteva anche perdere ma non si perdeva il sorriso. Siamo peggiorati, e mi ci metto dentro anche io. Vivo una tensione che non mi apparteneva”.

Furino è frastornato, provato dal senso di colpa. Gli restano i figli e due nipotini. “Due maschietti che al momento se ne fregano del calcio. Vedremo più avanti, c’è tempo. Il più grande ha solo 7 anni, lo vedo fare i compiti di seconda elementare con la Dad. In piena pandemia ci siamo riuniti tutti a casa mia, dove però è rimasto un vuoto enorme”.