“Vieni con me, Minas Gerais!”, e Stanley Gusman apriva il suo programma che andava in onda tutti i giorni all’ora di pranzo, su TV Alterosa, in Brasile. Era uno dei più visti nello Stato del Minas Gerais. Il presentatore, 49 anni, è morto a causa di complicanze polmonari dopo esser stato contagiato dal coronavirus. Gusman si era sempre posizionato apertamente contro le misure di isolamento e di distanza imposte dalla pandemia. Aveva espressamente sostenuto posizioni negazioniste. E questo nonostante il Brasile resti il terzo Paese al mondo per positivi, con oltre 8 milioni di contagiati dall’inizio della pandemia, e secondo per morti, con quasi 204mila vittime. Gusman è morto in un ospedale di Belo Horizonte.

Meno di un mese fa aveva criticato il sindaco, Alexandre Kalil, che aveva raccomandato la popolazione di evitare le riunioni familiari a Natale. “Farò visita a mio padre e a mia madre. Non li ucciderò – aveva quindi replicato Gusman – Ciò che dice mi sembra una mancanza di rispetto. Lasci in pace la mia famiglia. Difenderò i miei genitori e la mia famiglia”. Cinque giorni dopo queste dichiarazioni ha cominciato ad avvertire i sintomi del contagio. Si è curato con l’idrossiclorochina, il farmaco per mesi sostenuto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal Presidente del Brasile Jair Bolsonaro. L’idrossiclorochina è stata dichiarata completamente inefficace contro il coronavirus dall’Agenzia del Farmaco Italiana (Aifa). E prima dell’agenzia italiana erano state anche altre organizzazioni a giungere alla stessa conclusione.

Gusman era infatti bolsonarista, il Presidente nostalgico della dittatura e che ha minimizzato se non proprio negato la pandemia da coronavirus. Aveva spesso pubblicato foto con il Presidente sui social. Lo scorso giugno aveva detto in tv che non si sarebbe fatto misurare la temperatura dai termometri a infrarossi in quanto, a suo dire, colpevoli di danni al cervello. Un’affermazione tratta da una catena Whatsapp senza alcun fondamento denunciata dall’Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria (Anvisa). Spesso non usava la mascherina. Recentemente aveva anche cominciato a lanciarsi in discorsi No-Vax.

Era arrivato a sostenere che la televisione e i grandi mezzi di comunicazione stanno “manipolando e falsificando” le morti provocate dalla pandemica. Gusman ha lasciato la moglie e un figlio. Era nato a Eugenopolis, regione della Zona di Mata Mineira. Si era laureato in Diritto prima di cominciare la sua carriera televisiva. Era tifoso del Flamenco ed era stato nominato cittadino onorario di Belo Horizonte. “La inquietudine fa parte dell’essere mineiro. È questa che ci fa respirare, avere speranza en fede in Dio”, aveva detto ricevendo l’onorificenza.

La puntata di lunedì scorso è stata dedicata proprio al presentatore scomparso: “Tutti gli abitanti del Minas Gerais sentiranno la mancanza della sua maniera e del suo stile”. Il direttore generale di TV Alterosa, Geraldo Teixeira da Costa, ha espresso il suo cordoglio: “Stanley si unisce alle tragiche cifre di questa pandemia, ma i suoi ideali non cadranno nel dimenticatoio”.