«A fronte di questa complessa e drammatica realtà, la politica sull’immigrazione del Governo vuole, come ho avuto occasione di affermare in altra circostanza, essere equilibrata, efficace ed umana. Nessuno deve essere lasciato solo nelle acque territoriali italiane. Riteniamo il rispetto dei diritti umani una componente fondamentale di qualsiasi politica sull’immigrazione». Contro chi propone blocchi navali e continua a fare la guerra sui social ai migranti, il presidente del Consiglio, Mario Draghi richiama tutti all’umanità, rispondendo nell’Aula della Camera per il “Premier question time” a un’interrogazione della Lega riguardanti la ripresa degli arrivi a Lampedusa. «Siamo impegnati – ha detto riferendosi ai contatti con Libia e Tunisia – non solo sul fronte degli accordi bilaterali, ma anche per il lancio di forme di partenariato europeo con i principali Paesi di origine e transito dei flussi. Queste devono includere iniziative sullo sviluppo economico locale e la tutela della legalità».

Quanto alle intese europee di ricollocamento, Draghi ha aggiunto che «per quanto riguarda l’Accordo di Malta, è in corso un fattivo dialogo con Germania e Francia per rivitalizzare questa forma di cooperazione, applicata con regolarità sino all’esplosione della pandemia e in virtù della quale è stato possibile ricollocare circa mille richiedenti protezione. Il nostro obiettivo è attivare subito un meccanismo temporaneo di emergenza per il ricollocamento dei Migranti soccorsi in operazioni Sar, basato sugli stessi principi di condivisione e di solidarietà dell’Accordo di Malta».