Primo question time ricco di argomenti e temi spinosi quello affrontato nel pomeriggio dal presidente del Consiglio, chiamato per la prima volta a Montecitorio a spiegare le prossime mosse dell’esecutivo su argomenti sentiti come riaperture, vaccini, migranti e rapporti con l’Europa, rispondendo alle interrogazioni dei deputati in Aula.

RIAPERTURE E MATRIMONI – “Il governo intende adottare un approccio graduale e adottare misure” a seconda dei dati epidemiologici, ha spiegato Draghi rivolgendosi ai deputati. Un obiettivo, quello delle riaperture, da raggiunger “al più presto” per favorire il turismo, “nostro straniero. Siamo all’opera per consentire di ripartire quanto prima e nella massima sicurezza”.

Quanto al settore dei matrimoni, messo duramente in crisi a causa della pandemia, Draghi ha assicurato che la questione “sarà all’attenzione della cabina di regia, in programma a Palazzo Chigi lunedì prossimo. Sarà l’occasione per dare maggiori certezze a tutto il comparto che ha subito gravi perdite”, ma occorre “bilanciare gli interessi dell’economia con quelli della salute”.

Draghi si è quindi rivolto “alle tante coppie che stanno programmando i loro matrimoni”. Il premier ha sottolineato di “capire loro preoccupazione: il festeggiamento di una circostanza così importante è un desiderio che abbiamo avuto tutti. È fondamentale però avere ancora un po’ di pazienza, per evitare che quella che deve essere un’occasione di gioia e spensieratezza si trasformi in un potenziale rischio per i partecipanti”. In programma c’è un nuovo piano di aiuti per la ripresa dell’economia, ma Draghi ha anche ribadito che bisogna essere “attenti” a “bilanciare le ragioni dell’economia con quelle della salute”.

MIGRANTI – Sulla questione dei migranti e degli sbarchi che hanno ripreso a interessare Lampedusa e la Sicilia, Draghi ha spiegato che il suo governo è impegnato a “esercitare una pressione intra-europea affinché si torni ad una redistribuzione efficace dei migranti”. L’obiettivo è quello di “attivare subito un meccanismo temporaneo di emergenza per il ricollocamento” e di rivitalizzare l’accordo di Malta con Francia e Germania.

Quanto alla politica che terrà l’esecutivo di fronte agli sbarchi, Draghi spiega che il governo “vuole seguire una politica equilibrata efficace e umana, nessuno sarà lasciato solo in acque territoriali italiane, il rispetto dei diritti umani è una componente fondamentale nella politica migratoria. Ora è prioritario il contenimento della pressione migratoria nei mesi estivi con una collaborazione più intensa da Libia e Tunisia nel controllo delle frontiere”.

E sulla Libia, un tema spinoso per Draghi che ne aveva lodato l’operato nel corso della sua visita a Tripoli, scatenando non poche polemiche, il premier ha assicurato che il governo è impegnato a condurre “un’azione da parte dell’Unione europea affinché le autorità libiche contrastino i traffici di armi e di esseri umani nel rispetto dei diritti umani”.

Dall’altra parte però l’ex numero della Bce ha anche ribadito, strizzando l’occhio al centrodestra presente in maggioranza, che “una leva necessaria di governo dei flussi migratori è costituita dall’azione di rimpatrio dei migranti che non hanno titolo a rimanere sul nostro territorio, in mancanza dei presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale”.

VACCINI – Il premier Draghi ha anche risposto anche ad alcune domande sulla liberalizzazione dei brevetti vaccinali. Nel suo intervento alla Camera il presidente del Consiglio ha spiegato che “prima di arrivare ad una liberalizzazione dei brevetti”, come auspicato anche dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, trovando su questo campo l’ennesima spaccatura in Europa, è “meglio rimuovere il blocco dell’export che Usa e Gb tengono, aumentare la produzione e individuare nuovi siti anche nei paesi poveri. Bisogna accelerare il passo sullo sblocco dell’export accanto alla riflessione sulla liberalizzazione dei brevetti”.

SICUREZZA SUL LAVORO – Nell’intervento del question time il presidente del Consiglio ha anche espresso il suo cordoglio e quello del Governo per la morte della giovane Luana D’Orazio, la 22enne operaia di Agliana morta sul lavoro mentre lavorava ad un orditoio a Prato. Ma Draghi anche gli altri cinque lavoratori deceduti nell’ultima settimana: “Non dobbiamo dimenticare, siamo vicini alle loro famiglie e intendiamo fare tutto il possibile per evitare il ripetersi di tali tragici episodi dobbiamo fare di più sulla sicurezza sui luoghi di lavoro”, ha aggiunto il premier prima di un lungo applauso arrivato dai banchi della Camera.

Quanto alle strategie per affrontare il tema della sicurezza sul lavoro, il premier ha annunciato una strategia di azione nazionale per rafforzare i controlli, avendo già avviato le procedure di assunzione di 1.084 unità di personale nel corpo dell’ispettorato del lavoro. Draghi non ha mancato di sottolineare che “con una media di tre morti al giorno l’Italia si conferma al di sopra della media europea”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia