Il segugio era scampato a un'altra aggressione due anni fa
Il cane di Michele Serra sbranato dai lupi, il giornalista piange il suo “Osso”
L’aggressione raccontata dallo scrittore e giornalista: “La mia tristezza oggi è grande”
Michele Serra, racconta su Repubblica la morte del suo cane Osso, segugio di 7 anni sbranato dai lupi. Il giornalista e scrittore, possiede una casa in Val Tidone sull’Appennino piacentino. Il suo cane, era già riuscito a scappare due anni fa da un’altra aggressione da parte dei lupi, stavolta non ce l’ha fatta. Serra racconta: “Sono vent’anni che vivo in questa valle sperduta e spopolata. La mia tristezza oggi è grande. Prima di me l’hanno vissuta i miei vicini, che hanno perso un cane pastore per colpa dei lupi, e gli allevatori che si sono visti sbranare asini, puledri, pecore. Il lupo oggi vive ovunque nel nostro paese. E’ un caso straordinario di successo di ripopolamento. Ma a me pare che i suoi numeri stiano sfuggendo di mano. O la politica decide di fare qualcosa o diventerà guerra. E la guerra, come dimostrano i 18 lupi avvelenati in Abruzzo in modo vigliacco, è la peggiore delle soluzioni“.
I lupi e il cane
Ormai sono 3.300 gli esemplari censiti dall’Ispra. Il Comune di Fano, da due mesi a questa parte rilascia dei comunicati dove invita i possessori di animali di piccola taglia a non farli uscire dal tramonto all’alba. Luigi Boitani, zoologo e scrittore, primo nel 1973 a catturare un lupo in Italia, racconta: “A Porto Ercole un lupo aveva l’abitudine di mangiare i croccantini dei gatti. Un giorno ha acciuffato anche il gatto. Il video della sua corsa in paese con la preda in bocca aveva fatto impressione. Per fortuna oggi è vietato tenere i cani alla catena. Quanti padroni hanno trovato al mattino il collare vuoto“.
Le predazioni
Daniele D’Amico, portavoce del Parco Nazionale dell’Abruzzo, ha raccontato: “Un paio di anni fa tra Pescasseroli e Opi furono predati 15 o 16 cani. Due lupi che camminavano con difficoltà cercavano di sopravvivere in questo modo. Con l’aiuto del servizio civile abbiamo messo un volantino nella posta di ogni casa“. Poi, continua Boitani: “Sugli Appennini ormai il 50% dei lupi è ibrido. In genere sono le lupe ad attrarre i cani maschi“.
I cani al guinzaglio
Daniele Zovi, scrittore e guardia forestale sulle montagne venete per trent’anni, spiega: “La legge prevede che i cani debbano essere sempre al guinzaglio ma delle telecamere in Trentino hanno dimostrato che l’80% sono liberi. I proprietari amano i loro animali e le loro corse felici. Resistere alla tentazione è difficile, ma nei luoghi frequentati da lupi e orsi i cani sono esposti a rischi enormi. I lupi li considerano, come accade a volpi e sciacalli dorati, invasori del territorio oltre che prede. Senza di loro d’altra parte gli ungulati diventerebbero un problema“.
Le recinzioni
Serra, infine conclude: “Non ho scelto di vivere in montagna per dovermi difendere dietro a mura e recinzioni “. Mentre questa, è la visione di Bonanni: “Tengo i cani in casa di notte, ma ho il privilegio di vivere in una riserva con una tana di lupi a 300 metri“.
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