Non è un attacco al reggente Vito Crimi. Anzi, “il sostegno è totale a Vito Crimi”. Luigi Di Maio spiega che “non è una critica” eppure le sue parole invocano un cambio di passo all’interno del Movimento Cinque Stelle. Per il ministro degli Esteri i pentastellati “hanno bisogno di una leadership forte, legittimata e votata per guidare la settima potenza mondiale”, “che sia corale o che sia unica”.

Di Maio ha rilasciato le dichiarazioni a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio. E nonostante le parole concilianti verso l’attuale reggente, apre un altro argomento di dibattito all’interno del Movimento. Che in questi mesi è tutto un sottosopra. Lo scorso 14 agosto sono state approvate (con due Sì) la modifica al limite dei due mandati e le alleanze locali con i partiti tradizionali attraverso il voto sulla piattaforma Rousseau. Due pietre miliari sulle quali i pentastellati hanno costruito la loro ascesa da Movimento anti-politica a partito di governo. Di Maio in quel caso aveva osservato come quell’inversione di rotta ideologica avesse sancito l’inizio di “una nuova era nella partecipazione alle elezioni amministrative. Includere e aggregare saranno le vie da percorrere, rispettando e difendendo sempre i nostri valori”.

LA DIPLOMAZIA – Di Maio, nel suo intervento al forum, ha invocato “una rafforzata collaborazione internazionale, con particolare riguardo al sostegno a un multilateralismo basato su regole chiare e condivise e sulla centralità dell’Unione Europea“. Nemmeno Bruxelles, dunque, fa storcere il naso al candidato premier alle elezioni nazionali del 2018. “È nostro interesse – ha aggiunto in un altro passaggio – che siano ridefinite regole del commercio che favoriscano scambi equi ed evitino una nuova stagione di protezionismo. Abbiamo bisogno di crescita, non di guerre commerciali”. E sulle instabili fondamenta del governo giallorosso il ministro ha glissato: sull’eventualità che in caso di vittoria del “No” al referendum sul taglio dei parlamentari i prossimi 20 e 21 settembre, ha nicchiato: “Non ci penso, siamo concentrati sulla campagna per il sì”.