Il procuratore Giovanni Melillo allenta, anche se di poco, le limitazioni anti-Covid per gli accessi in Procura, la presidente del Tribunale Elisabetta Garzo esclude per il momento di poter aumentare le udienze e ridurre i rinvii, gli avvocati continuano a mostrarsi spaccati e, dopo il caso della sentenza “preconfezionata”, appaiono divisi tra questioni di politica forense e polemiche social sui giornalisti in Procura. C’è ancora tanta tensione e tanta confusione nella Cittadella giudiziaria. E, in grandissima parte, derivano dal fatto che l’unica emergenza che non accenna a cessare è quella della giustizia. Se fino ad alcuni mesi fa l’emergenza pandemica appariva un motivo valido per limitare al massimo accessi e udienze a Palazzo di Giustizia, oggi che il numero dei contagi è in diminuzione e tanti settori dell’economia e della vita sociale sono già ripartiti sembra un paradosso che la giustizia resti ancora ferma al palo.

«È nostra intenzione invitare già da ora il presidente del Tribunale a firmare per iscritto un impegno mediante il quale, salvo recrudescenze imprevedibili e allo stato improbabili dell’epidemia, si affermi chiaramente che, a partire dal primo settembre, tutta l’attività ricomincerà nelle modalità previste dalla legge e in particolare che le udienze torneranno a essere pubbliche», affermano in una nota il presidente della Camera penale di Napoli, Marco Campora, e il segretario Angelo Mastrocola. «Il silenzio e l’oscurantismo che hanno caratterizzato l’ultimo anno e mezzo – aggiungono – hanno inferto un durissimo colpo all’autorevolezza e alla qualità della giurisdizione e, pertanto, occorre in tempi rapidissimi cercare di porre un rimedio ai guasti prodottisi nell’ultimo periodo».

Si parte da una considerazione: «Tra pochi giorni la Campania sarà zona bianca e dunque è doveroso che anche la giustizia esca dallo stato emergenza». Gli avvocati lo sperano vivamente. Da quando è iniziata la pandemia sono stati costretti a lavorare fra mille restrizioni e a ritmi estremamente rallentati, pagando a proprie spese le conseguenze che tutto ciò ha avuto, e continua ad avere, sulla loro attività di liberi professionisti. Non è un caso che gli iscritti agli ordini forensi siano diminuiti e siano invece aumentate le cancellazioni. Gli avvocati, quindi, chiedono a gran voce di poter tornare alla normalità professionale, che vuol dire totale ripresa dell’attività giudiziaria sia pure con le prevenzioni del caso (mascherina e distanziamento). La presidente del Tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo, con le dichiarazioni recentemente rese alla stampa cittadina, ha però escluso riaperture nel breve termine, ritenendo ancora alto il rischio di contagi, e si è detta sorpresa per la protesta organizzata dagli avvocati venerdì scorso dinanzi agli uffici del giudice di pace di via Foria, per denunciare il preoccupante stato di paralisi di quel settore della giustizia civile.

E se in Tribunale gli accessi sono ancora molto contingentati per ragioni di sicurezza decise dai vertici degli uffici giudiziari, in Procura è stato previsto un ampliamento delle possibilità di accesso e dell’orario di ricevimento. Con una circolare, infatti, il procuratore Melillo ha ampliato gli accessi degli avvocati all’interno della Procura e allungato di un’ora l’orario di ricevimento; in più, il numero uno dei pm abolito il limite della previa autorizzazione previsto per i giornalisti. Un dettaglio, quest’ultimo, che ha spinto alcuni avvocati e associazioni forensi a polemizzare su una disparità di trattamento fra avvocati e giornalisti. «Non spetta a noi fornire pareri e punti di vista su chi possa o meno entrare in Procura senza previa autorizzazione – scrivono nella nota Campora e Mastrocola replicando alle polemiche – A noi interessa soltanto poter tornare a esercitare la nostra professione senza limitazioni e la decisione del procuratore rappresenta un primo e incoraggiante segnale in questa prospettiva».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).