Informazione e giustizia
Il Riformista in piazza il 25 aprile: no alle intimidazioni giudiziarie
Alle 11 di oggi, a Castro Pretorio, di fronte alla Biblioteca Nazionale, va in scena una manifestazione che parla al cuore della democrazia italiana: la difesa della libertà di stampa e il no alle querele intimidatorie. Un tema concreto, urgente, non teorico. Perché quando si colpiscono giornali, editori e cronisti con il peso sproporzionato delle azioni giudiziarie, non si tutela l’onore: si soffoca il pluralismo. L’iniziativa è stata presa dal Partito Radicale, erede delle migliori battaglie di Marco Pannella.
Il caso del gruppo Romeo Editore è ormai emblematico. Sono già oltre 1 milione e 550 mila euro le pene pecuniarie versate per diffamazioni sollevate da magistrati. Una cifra impressionante, che interroga chiunque creda nello Stato di diritto. Perché tanto accanimento verso il gruppo di un editore in particolare? Perché un bersaglio così insistito e costoso? La FIEG si è detta sorpresa: sarebbe un record nazionale. E un record del genere non è un vanto, è un allarme. Perché così si chiudono i giornali. Non servono censure formali, sequestri o leggi speciali. Basta rendere economicamente insostenibile il mestiere dell’informazione. Basta trasformare ogni articolo scomodo in una minaccia patrimoniale. Basta colpire chi pubblica, chi firma, chi resiste.
Emblematico anche il caso Scarpinato contro Il Riformista: un procedimento che ha acceso un faro sul rischio di usare l’azione giudiziaria come strumento di pressione verso chi esercita il diritto di cronaca e di critica. Il punto non riguarda una singola testata, ma il principio generale della libertà d’informazione. Per questo una delle richieste che salgono dalla piazza è chiara: recepire rapidamente la direttiva europea del 2024 “anti-Slapp”, nata proprio per contrastare le azioni legali abusive e intimidatorie contro giornalisti, attivisti ed editori. Non è un caso che il 25 aprile diventi la data simbolica di questa battaglia. Come ha scritto Fabrizio Cicchitto, la libertà di stampa è il vero antifascismo: senza stampa libera non esiste controllo del potere, non esiste opposizione, non esiste cittadinanza consapevole.
Su questo fronte Radio Radicale sta seguendo da giorni con interviste, dibattiti e approfondimenti una vicenda che tocca il nervo scoperto delle garanzie democratiche. Alla manifestazione di oggi hanno aderito e parteciperanno il Partito Radicale, il Comitato Giuliano Vassalli, la Federazione Giovani Socialisti, SD-Socialdemocrazia di Umberto Costi e Giornalisti 2.0. Parleranno in piazza, tra gli altri, Piero Sansonetti, Claudio Velardi, Maurizio Pizzuto, Umberto Costi, Irene Testa e Maurizio Turco. È una manifestazione per tutti, non per una parte. Perché quando un giornale viene messo in ginocchio, il silenzio che segue riguarda tutti gli altri.
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