È il sindaco della prima città diventata zona rossa in Italia per l’emergenza Coronavirus e ha dovuto fare i conti, letteralmente, con un numero devastante di decessi dovuti all’epidemia di Covid-19. Francesco Passerini, sindaco leghista di Codogno, il piccolo Comune del Lodigiano diventato tristemente noto per essere stato tra i primi a contare le vittime del Coronavirus, si è sfogato duramente contro i ‘negazionisti’ del virus e contro coloro che non vogliono utilizzare la mascherina, come il suo ‘leader’ Matteo Salvini.

Intervistato dal Messaggero, Passerini (eletto nel 2016 con la Lega e sostenuto dal centrodestra) ha ricordato di aver visto “sul campo e sulla nostra pelle la pericolosità del virus, e la protezione sanitaria è utile e necessaria”.

Quindi lo sfogo, indirizzato tra le righe anche a Salvini e soci: “Mi arrabbio quando sento persone cha ancora sminuiscono i pericoli del virus o dicono semplicisticamente tutto è finito, tutto è passato e quasi sono infastidito dall’argomento. È assurdo che ci sia chi fa questi discorsi. Inviterei tutti loro a farsi un giro nel nostro cimitero qui a Codogno, così potranno rendersi conto di persona che cosa vuol dire avere il Coronavirus e doverlo combattere. Facciano una capatina da noi, così cambieranno idea”

Infine il passaggio sulle mascherine, tema caro all’ex ministro dell’Interno leghista che in più occasioni ha mostrato chiari segnali di insofferenza, non indossandola sia in Senato che nel noto convegno sul Covid con i ‘negazionisti’ come Sgarbi e Bocelli. “Io sono il primo a sperare che col tempo non ci sia più bisogno delle mascherine, intanto teniamole. Io confido, come ho fatto fin dall’inizio di questa tragedia che non dobbiamo minimizzare e non dobbiamo far diventare una psicosi, visto che ne stiamo ampiamente uscendo grazie agli sforzi di tutti, nel profondo senso di responsabilità dei cittadini”, ha detto il sindaco di Codogno.