Arriva (finalmente) lo stop alle coppe europee. A causa dell’emergenza per il Coronavirus la Uefa ha deciso di sospendere Champions ed Europa League. Resta confermato il meeting in videoconferenza programmato martedì 17 marzo. Bisognerà adesso valutare se far slittare gli Europei di calcio, il cui inizio era previsto a Roma il 12 giugno, al 2021. Al vaglio della federazione europea ci sono diverse proposte su come portare avanti la competizione. Giocare quarti e semifinali in gara unica in campo neutro o una “Final Four” nelle sedi designate per le finali, come Istanbul per la Champions League e Danzica per l’Europa League.

Il calcio si adegua ed a catena anche altre federazioni europee hanno fermato i campionati. In Francia dopo l’annuncio del Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, sulle precauzioni da utilizzare per evitare la diffusione del Covid-19, sono state sospese Ligue 1 e Ligue 2 fino a nuovo avviso perché, ha comunicato la lega francese: «L’interesse collettivo deve essere al di sopra di tutto». Il Psg ha fatto subito sapere che il club ha deciso di sospendere tutti gli allenamenti e le attività giovanili, invitando tutti i tesserati a rimanere a casa. Anche la Premier League ha deciso di fermarsi fino al 3 aprile. «La salute e il benessere di giocatori, staff e tifosi sono la nostra priorità», ha detto il ceo della Premier League, Richard Masters. Decisione arrivata dopo il contagio di diversi giocatori, che ha portato alcuni club a mettersi in auto- isolamento. Tra questi Arsenal, Bournemouth, Chelsea ed anche l’Everton allenato da Carlo Ancelotti.

La decisione è stata presa in pochi minuti in una riunione straordinaria nella quale si è deciso di fermare anche le tre serie minori del calcio professionistico. Con lo stop della Premiere League cancellati anche gli impegni della nazionale inglese, come l’amichevole, programmata a Wembley, tra Inghilterra e Italia del 27 marzo e quella del 31 marzo con la Danimarca. L’Italia con molta probabilità non giocherà anche l’amichevole prevista a Norimberga. Si è fermata infatti anche la Bundesliga. Inizialmente in Germania si era deciso di far disputare l’ultimo turno per poi sospendere, poi è arrivato lo stop fino al 2 aprile, in seguito ai due casi positivi dell’ Hannover ed un caso al Norimberga in seconda divisione. Il Covid-19 ha fermato il calcio anche in Scozia.

Decisione annunciata dalla stessa federazione scozzese attraverso un comunicato ufficiale dichiarando il rinvio delle gare a tempo indeterminato. Dopo la decisione della Uefa sullo stop al più importante torneo di calcio europeo, si ferma ovviamente anche Barcellona-Napoli. Il club blaugrana ha sospeso tutte le attività fino a nuovo avviso seguendo le raccomandazioni del personale medico. Il Napoli si fermerà per cinque giorni, in attesa di nuove comunicazioni e nel frattempo gli staff tecnico e medico hanno dato indicazioni al gruppo, sullo stile di vita e di lavoro personalizzato, in attesa di capire l’evolversi della situazione.

Dall’Argentina intanto arriva il messaggio di vicinanza di Diego Armando Maradona con tanto di hashtag andrà tutto bene, distanti ma uniti ed io resto a casa. L’ex Pibe de oro augura buona fortuna a tutti e scrive: «In Italia tutti hanno capito quanto sia importante rimanere a casa. Spero che in Argentina tutti risponderemo in tempo. Alcuni fanno ironia, ma la verità è che sabato scorso qui in Argentina nessuno parlava di pandemia. Tutti ci siamo salutati con un bacio e tutti gli stadi erano pieni. È vero – prosegue Maradona – quel detto secondo cui non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Spero che tutti riusciremo a superare questo momento nel miglior modo possibile.

Sia lì, che qui. È difficile educare un Paese in 15 minuti, ma possiamo riuscirci con l’educazione, l’obbedienza e il rispetto». Nel lungo post l’idolo dei tifosi napoletani ricorda: «Ho vissuto a Napoli 7 anni. Lì vive parte della mia famiglia, molta gente che mi vuole bene e a cui io voglio bene. L’Italia è parte della mia vita e perciò voglio mandare il mio messaggio di sostegno in questo momento difficile».