Clima mite, quasi primaverile, e la prospettiva di una nuova stretta nei controlli anti-Covid all’orizzonte. È stato un fine settimana da ‘cicale’ quello degli italiani, che da Nord a Sud hanno organizzato feste, cene e addirittura party in strada. Il tutto in barba alle norme anti-Covid. La stretta è questione di ore, con la scuola osservata speciale. Il governo Draghi è pronto a varare il nuovo Dpcm con le misure anti-Covid, che dovrebbe essere firmato tra domani sera e martedì.

IL WEEKEND DEGLI ASSEMBRAMENTI – Nel weekend di follie anche i controlli sono stati più severi. Secondo il Viminale, sono state 1.931 le sanzioni amministrative spiccate, su un totale di 102.623 persone controllate dalla polizia. Tre i cittadini denunciati per aver violato gli obblighi della quarantena. Controllate anche 13.115 tra attività ed esercizi commerciali, 85 i titolari sanzionati e 45 le attività chiuse. Un giro di vite che tuttavia non è bastato.

A Milano, oltre alla maxi rissa scoppiata alla Darsena al termine di un ‘rave party’ in pieno centro città, si è festeggiato anche nel quartiere Isola dove, come ha documentato LaPresse, sono stati perfino sparati fuochi d’artificio. La polizia sabato sera ha interrotto una festa in un appartamento in affitto in via Napo Torriani, in zona stazione Centrale. I partecipanti, 16 i ragazzi anche giovanissimi, sono stati tutti multati. Accertamenti e multe anche per i 38 clienti di un bar di viale Francesco Crispi, in zona Garibaldi. Dopo le 18, il gestore ha abbassato la saracinesca, ma all’interno la festa è proseguita fino a che non sono arrivate le volanti.

Stesso copione anche a Brescia, dove si è scoperto che un noto locale di piazza Arnaldo aveva un privé a prova di controlli. Organizzato come sorta di ‘speak easy’ dell’epoca del proibizionismo, il locale aveva un’area riservata dove in tutti questi mesi i giovanissimi hanno potuto continuare a bere e ballare. Spesso anche senza mascherine. Bastava farsi mettere in lista e pagare pochi euro per trascorrere una serata come se la pandemia fosse mai esistita.

Feste e serate alcoliche anche nel cuore della Capitale. Un party in una casa per turisti, affittata per l’occasione, è stato interrotto dall’arrivo dei carabinieri in via dell’Orso, non lontano da Montecitorio. L’organizzatrice, una 34enne romana, ha cercato invano di bloccare i militari aggredendoli e insultandoli, ma ed è stata denunciata per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale oltre che multata, come tutti gli altri ospiti. Stessa scena in una casa privata a Trastevere: anche in questo caso gli ospiti sono stati sanzionati.

Controlli severi sono scattati anche sulla Riviera romagnola. A Rimini, Riccione, Milano Marittima e negli altri paesi della costa, guardia alta contro la movida, con arresti di spacciatori e controlli a tappeto. Misure severe, certo, ma non sufficienti a frenare i tanti che anche oggi in tanti si sono goduti il mare: inevitabili gli assembramenti in spiaggia e per le vie delle principali località turistiche. Tante le sanzioni a giovani e meno giovani, nonostante tutta la Romagna (ad eccezione di Forlì) sia destinata ad entrare in zona arancione scuro da mercoledì.

IL NUOVO DPCM – Secondo quanto si apprende, sarebbero infatti previste nuove riunioni già lunedì per perfezionare alcune norme, presumibilmente alcuni protocolli ad hoc per l’istruzione nelle zone arancioni e rosse. Dalla Conferenza delle Regioni è arrivato un parere, che non pone paletti all’ok al provvedimento.

Anzi, secondo quanto trapela, ci sarebbe soddisfazione per l’apertura del tavolo sulla revisione delle fasce e per l’anticipazione delle comunicazioni sulle future restrizioni rispetto al Conte 2. E’ stato poi accolta positivamente l’apertura di credito dell’esecutivo sul dl ristori. Il Dpcm, il primo dell’era Draghi, entrerà in vigore il 6 marzo e avrà durata fino al 6 aprile, comprendendo quindi anche le festività di Pasqua.

LE REGOLE – Nel complesso il provvedimento conferma le misure già in vigore con il precedente esecutivo. Tra le principali novità l’apertura dal 27 marzo di cinema, teatri e sale da concerto, che dovranno seguire precise condizioni per contrastare anti-Covid 19. Nelle zone rosse, invece, serrande abbassate per barbieri e i parrucchieri, che invece restavano aperti con i vecchi Dpcm. Bar e ristoranti sempre chiusi in zona gialla dopo le 18 e restano sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali.

LA SCUOLA – Sulla scuola l’idea è quella di garantire lezioni in presenza alle superiori al 50%, ma lo scenario è in divenire. I dati relativi ai contagi e l’incidenza sempre più determinante delle varianti rischiano infatti di portare a una stretta. Secondo quanto viene riferito, resterà la discriminante dei colori, anche se declinata non a livello regionale ma per porzioni di territorio più piccole, come Comuni o Province. Nelle zone rosse, anche quelle presenti in regioni gialle, la scuola verrà chiusa.

Per le zone arancioni e gialle dovrebbero restare i protocolli in uso che consentono la didattica in presenza al 50% per le scuole superiori, anche se non si escludono restrizioni maggiori in base al numero dei contagi, in quelle aree in cui si registrano 100 casi a settimane su 100mila abitanti (invece degli attuali 250). “Là dove è alto il rischio per la popolazione, diventa alto pure per chi va a scuola. E bisogna intervenire, cioè chiudere gli istituti”, è l’avviso firmato Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria, e membro del Cts. In attesa di capire cosa succederà nei prossimi mesi agli studenti italiani (anche la maturità è ancora avvolta in un alone di mistero), domani molte Regioni si sveglieranno con un colore diverso. Oltre alla Sardegna prima ‘bianca’, torneranno in area arancione Lombardia, Marche e Piemonte e in zona rossa Basilicata e Molise. La Liguria è invece ‘promossa’ in giallo. (Fonte:LaPresse)