Parrucchieri e barbieri chiusi in zona rossa e il divieto di lasciare il proprio domicilio i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5°). Sono le poche, sostanziali, novità del nuovo Dpcm che entrerà in vigore da sabato 6 marzo e sarà valido fino a martedì 6 aprile, due giorni dopo la domenica di Pasqua. Per il resto confermate le chiusure di palestre, piscine e impianti sciistici (che di fatto riapriranno direttamente a dicembre 2021).

L’esecutivo guidato da Mario Draghi conferma la linea della prudenza, in continuità con il governo precedente guidato da Giuseppe Conte, con l’unica differenza di comunicare le decisioni prese agli italiani con qualche giorno di anticipo (dovrebbe essere firmato lunedì primo marzo, cinque giorni prima dell’entrata in vigore). Una linea del rigore dettata dall’aumento costante dei contagi e l’allarme degli scienziati sulle varianti, troppo veloci nella trasmissione del virus tra i giovani.

Il testo del decreto, nella serata di venerdì 26 febbraio, è arrivato sul tavolo della Conferenza delle Regioni e degli enti locali, che lo esamineranno per poi consegnare le proprie osservazioni all’esecutivo entro sabato mattina. Intanto i ministri Gelmini e Bianchi, titolari degli Affari regionali e dell’Istruzione, hanno portato all’attenzione della cabina di Regia di palazzo Chigi la richiesta, avanzata dai governatori, di affidare proprio agli scienziati una valutazione del rischio varianti nelle scuole di ogni ordine e grado.

SCUOLE APERTE – La linea del governo, e soprattutto di Draghi, è quella di mantenere aperte le scuole (oggi c’è stato l’annuncio del governatore campano Vincenzo De Luca della chiusura degli istituti a partire da lunedì primo marzo) e non riconsegnare gli alunni alla Dad. La scuola resta dunque in presenza per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori la didattica e’ in presenza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%. Il percorso sembra ancora molto incidentato tra l’incognita varianti e un piano vaccinale da far ripartire.

MUSEI, TEATRI E CINEMA APERTI DAL 27 – Un’altra novità  è rappresentata a fine mese, dal 27 marzo, dall’apertura di cinema, teatri e sale da concerto, che dovranno seguire precise condizioni per contrastare anti-Covid 19. Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura sarà assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (piu’ o meno di 100.000 l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Il sabato e i giorni festivi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo.

STOP BARBIERI ZONA ROSSA – Nelle zone rosse, invece, serrande abbassate per barbieri e i parrucchieri, che invece restavano aperti con il precedente provvedimento.

A CASA CON FEBBRE – “I soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5 ) devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante” si legge nella bozza.

CAMBI DI COLORE A PARTIRE DAL LUNEDì – Cambia il metodo di comunicazione con gli eventuali cambi di fascia che saranno attivi dal lunedì (e non dalla domenica come la scorsa settimana), per salvare i ricavi dei weekend delle attività commerciali. Restano chiuse palestre, piscine, centri benessere e termali, tranne quelli che rientrano nei livelli essenziali di assistenza. Confermato il coprifuoco dalle 22 . Regolata invece dal decreto Covid la mobilità tra regioni che resta vietata come la visita a parenti – concessa durante il periodo natalizio – per chi vive in zona rossa.

TAVOLO PER REVISIONE PARAMETRI – “Al fine di dare attuazione agli indirizzi forniti dalle Camere” “con decreto del Ministro della salute è istituito presso il medesimo Ministero un tavolo tecnico di confronto, composto da rappresentanti del Ministero della salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Regioni e delle Province autonome su designazione del Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché da un rappresentante del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico individuati dal decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020”.E’ quanto si legge nella bozza del nuovo Dpcm che LaPresse ha potuto visionare.