Quest’anno le barche solcheranno le onde del nostro golfo? Chissà. “Non abbiamo nessuna informazione dettagliata, c’è solo tanta confusione”, spiega Pasquale Presutto, titolare dell’ormeggio di Largo Sermoneta. Infatti, come riporta Confindustria Nautica, dal 27 aprile e fino al 3 maggio sono state “consentite le attività conservative e di manutenzione, di pulizia e sanificazione nei locali ed aree adibiti allo svolgimento di attività commerciali e produttive”. La cantieristica nautica è compresa in questa parziale riapertura, ma non si fa cenno agli spostamenti e alle regole per la nautica da diporto. Il decreto lascia così in balia di dubbi e incertezze gli ormeggiatori che navigano a vista. La stagione estiva è ormai alle porte e a quest’ora è già sfumato il primo mese di lavoro.

“Aspettiamo chiarimenti ma intanto i clienti hanno disdetto i contratti – racconta Angelo Esposito di ‘Onda blu’, a Pozzuoli – È un danno enorme per noi ormeggiatori e per tutti gli addetti ai lavori”. Sì, perché la filiera della nautica conta circa 22.310 operatori e abbraccia moltissimi settori, dalla tappezzeria fino ai cantieri che si occupano di rimessaggio e manutenzione. “Se entro luglio la situazione non conoscerà svolte, sarò costretto a chiudere”, annuncia Alessandro Ilardo, proprietario dell’omonimo cantiere di Agnano. “Solitamente ci occupiamo di circa 70 barche – continua Ilardo – mentre adesso solo dieci armatori ci hanno chiesto di fare la manutenzione”.

Una situazione drammatica che porta gli ormeggiatori a valutare anche una scontistica superiore al 5 per cento. Eppure solo un anno fa la nautica italiana aveva il vento in poppa: a partire dai minimi del 2013, il fatturato era aumentato del 75%, una performance unica nel panorama industriale italiano. I dati mostravano un incremento di fatturato, nel 2018, del 10,3% rispetto al 2017.

Inoltre, nella classifica 2018 dei primi dieci Paesi esportatori mondiali nel settore della cantieristica nautica, l’Italia figurava al secondo posto, dopo i Paesi Bassi, con 2,17 miliardi di dollari e il 13,2% di quota export mondiale. Ma dopo sole due settimane di lockdown la cantieristica perdeva il 15% di fatturato con un’emorragia di oltre 5mila posti di lavoro e il quadro attuale vede circa il 57% delle aziende della filiera chiuse, il 33% aperte per lavori di ufficio e amministrazione e solo il 10% risulta operativo. Con la fase 2 è arrivato l’ok per la consegna delle barche presso i cantieri, ma senza la presenza dei proprietari. Ora bisognerà stabilire quando e come i diportisti potranno tornare in mare.