Quella emessa, in primo grado di giudizio, dal Tribunale di Locri nei riguardi di Mimmo Lucano, è una “sentenza sconvolgente”. Un giudizio forte, tanto più significativo perché a pronunciarlo è una persona che della legalità, a partire dalla pubblica amministrazione, e della sicurezza ha fatto ragion di vita: il prefetto Mario Morcone. Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, dal febbraio 2017 al giugno 2018; Commissario straordinario di Roma dal febbraio 2008 all’aprile dello stesso anno.

E ancora: direttore del Consiglio italiano per i rifugiati, già capo gabinetto del ministro dell’Interno Marco Minniti. Morcone si occupa di immigrazione dal 2007 quando fu nominato capo del Dipartimento libertà civili e immigrazione dall’allora ministro dell’Interno Giuliano Amato, poi confermato dal successore Roberto Maroni. Insomma, un’assoluta autorità in materia. Dall’ottobre 2020, il prefetto Morcone è Assessore alla Sicurezza della Regione Campania.

Prefetto Morcone, il Tribunale di Locri ha condannato, in primo grado di giudizio, l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano a una pena di 13 anni e due mesi di reclusione. Che dire?
Lungi da me il voler giudicare quello che ancora non conosco. Bisognerà leggere le motivazioni. Detto tutto questo, la sentenza è sconvolgente. È sconvolgente perché quello che noi sappiamo, almeno quello che a me risulta in particolare, è che il nostro amico Mimmo Lucano può aver commesso, anzi certamente lo ha fatto, una serie di irregolarità amministrative. Ma sanzionare con 13 anni e passa di reclusione irregolarità amministrative mi sembra francamente una esagerazione. Scopriremo dalla lettura del dispositivo quali sono state le ragioni che hanno indotto i giudici ad arrivare a una condanna così grave, che addirittura raddoppia la richiesta del Pubblico ministero che pure aveva condotto accuratissime indagini.

La giustizia, come è politically correct dire, farà il suo corso. Resta il fatto che Lucano si è fatto carico di una solidarietà forte, inclusiva, assumendosi oneri e responsabilità che altri, a vari livelli, hanno scaricato.
Io dividerei in due momenti anche temporalmente diversi. Il periodo che va dal 2007 al 2010, nel quale effettivamente era stato avviato questo modello, il “modello Riace”, che noi abbiamo sostenuto, sponsorizzato, e che ha consentito la presenza di numeri alti a Riace. Numeri grandi, se si vuole sproporzionati rispetto alla popolazione residente. L’idea era quella di avviare una forma di ripopolamento di Comuni e di territori, e tutti, per dire l’Ufficio del Ministero dell’Interno, abbiamo sostenuto il modello Riace. Un modello che ancora riproponiamo anche nelle aree interne della Campania. Noi stiamo mettendo in piedi, come Regione, su finanziamento europeo, un progetto COM.IN.4. che ha esattamente lo scopo di lavorare e investire per il ripopolamento delle zone interne. La presenza di famiglie di migranti, e quindi di bambini che vanno a scuola, riporta alla vita anche territori dove magari sono rimasti solo pensionati. Su questo siamo tutti d’accordo con Mimmo Lucano. Poi c’è un periodo successivo, che si riferisce agli anni 2016-2017 e lì, secondo me, lo dico davvero con amicizia verso Mimmo Lucano, il sindaco si è fatto prendere un po’ la mano, spinto anche da tutti quelli che inneggiavano a Lucano e in qualche modo, come dire, lo hanno ideologicamente usato. Parliamoci chiaro: Mimmo è una brava persona, rappresentante di un piccolo comune, Riace, che a un certo punto si è sentito improvvisamente sulle stelle, perché la rivista Fortune lo aveva collocato tra i 50 uomini più influenti del mondo, perché il Papa l’ha ricevuto, e lì lui ha forzato questo suo ruolo e la sua attività di accoglienza, probabilmente superando i confini delle regole amministrative che comunque reggono tutti i temi dell’accoglienza. Ma da questo ad arrivare a 13 anni di reclusione c’è una bella differenza, che fa pensare a cose molto diverse, e molto più gravi rispetto a dare un resoconto non corretto dei soldi ricevuti dal Ministero dell’Interno o dai Fondi europei. Cose che io sinceramente non riesco né a immaginare né ad attribuire a Mimmo Lucano.

Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente.