Da ieri sera vari portali istituzionali italiani sono al centro di un attacco hacker. La notizia riportata dall’Ansa è stata confermata dalla Polizia Postale che è al lavoro in queste ore per proteggere i siti. L’offensiva sarebbe stata rivendicata tramite canali Telegram dal collettivo di hacker russi Killnet. Presi di mira, secondo quanto emerge finora, i siti del Consiglio Superiore della Magistratura, dell’Agenzia delle Dogane e dei ministeri degli Esteri, dell’Istruzione e dei Beni Culturali.

Si ipotizza che l’attacco possa essere presumibilmente una ritorsione per la posizione dell’Italia sulla guerra in Ucraina. Roma ha aderito alle sanzioni imposte dall’Occidente a Mosca, ha mostrato sostegno a Kiev e inviato armi per la resistenza all’invasione russa scatenata dal Presidente russo Vladimir Putin a fine febbraio. Comunque in corso in queste ore le indagini per fare chiarezza sull’offensiva informatica. L’attacco è in corso dalle 22 circa di ieri sera.

Già lo scorso 11 maggio un attacco informatico aveva colpito diversi siti italiani, tra cui anche quello del Senato. E anche in quel caso era stato rivendicato dal collettivo Killnet. La situazione era tornata alla normalità nel giro di poche ore. “Bad Gateway. The proxy server received an invalid response from an upstream server” era il messaggio che compariva sul sito del Senato. Nessun danno ala sistema né perdite di dati, solo l’impossibilità di accedere dall’esterno al sito. Su Telegram il collettivo aveva pubblicato la lista degli indirizzi che sarebbero stati violati, con l’indicazione ‘attacco all’Italia’.

Killnet sarebbe una sorta diAnonymous filo-russo”, come aveva spiegato a Il Riformista il docente ordinario di Ingegneria informatica dell’Università Federico II di Napoli, Antonio Pescapè in quell’occasione, “un gruppo do attivisti che sta usando una Botnet per sferrare attacchi DDoS (attacchi che mirano a rendere i servizi attaccati inutilizzabili). Un gruppo di attivisti composto sembrerebbe da giovanissimi, molti appena 20enni. I più colpiti nel nostro paese ad oggi, sono stati i siti web istituzionali di Senato, ACI, Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Difesa. L’attacco DDoS è stato annunciato su Telegram nel pomeriggio di mercoledì 11 maggio. Non è affatto detto che quanto fatto sinora sia il vero obiettivo, dobbiamo stare attenti e alzare di molto l’attenzione e la protezione delle nostre infrastrutture”.

La Polizia Postale sta analizzando l’enorme quantità di indirizzi Ip per fronteggiare gli attacchi operati a decine di siti. Inibiti Ip stranieri sospetti, sono stati innalzati i livelli di sicurezza e firewall. Secondo quanto si apprende in alcuni siti si è riuscito più rapidamente a mitigare gli effetti degli attacchi. Il collettivo Killnet ha lanciato l’attacco Ddos indicando sui propri canali Telegram un lungo elenco di obiettivi, una cinquantina in tutto tra ministeri, aziende, autorità di garanzia, media e organi giudiziari. “Fuoco a tutti”, hanno scritto gli hacker che in un messaggio precedente avevano dato le istruzioni “per liquidare la struttura informatica italiana”. Killnet aveva annunciato nei giorni scorsi un attacco globale contro USA e Paesi europei.

Gli attacchi “Ddos” (in italiano acronimo di “interruzione distribuita del servizio”) si basano sull’invio di continue e numerose false richieste di accesso ai sistemi informatici di un’infrastruttura, con lo scopo di sovraccaricarli e farli collassare anche solo parzialmente. Aperto un fascicolo alla Procura di Roma. Il procedimento sarà affidato come per i casi precedenti ai pm dell’Antiterrorismo. Il reato ipotizzato è quello di accesso abusivo al sistema informatico. Le indagini sono state delegate agli specialisti delle Postale.

“Gli strumenti e gli anticorpi sono elevati, quindi la reazione fino a questo momento è stata molto pronta e molto attenta. Anche questa volta c’è stata attenzione e reazione la soglia è alta: è un tema fondamentale, che dà comunque il senso di tentativi di ingerenza e destabilizzazione anche nei messaggi che vengono dati all’opinione pubblica”, ha dichiarato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Per quanto riguarda gli attacchi hacker è stato approvato un piano dal governo, per la sicurezza nazionale, ritengo che sia molto importante”, ha dichiarato invece Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno.

(Articolo in aggiornamento)

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.