Da una parte l’emergenza coronavirus, con i contagi in ascesa nelle ultime settimane e il Governo pronto a nuove misure restrittive per contenerne la diffusione, dall’altra le polemiche sulla gara (non giocata) tra la Juventus e il Napoli con la Procura della Federazione Italiana Giuoco Calcio che apre addirittura un fascicolo sulla ipotesi della violazione del protocollo sanitario da parte della società di Aurelio De Laurentiis.

Secondo quanto si apprende, quello della Procura guidata da Giuseppe Chinè è un atto dovuto che avviene ogni volta che c’è un positivo in un gruppo squadra. La Procura farà ora richiesta degli atti relativi alle comunicazioni fra Asl di Napoli, Regione Campania e il Napoli calcio. Al vaglio la corretta applicazione da parte del Napoli dei protocolli sanitari validati dal Cts e dal Ministero della Salute, dopo la notizia della positività di Piotr Zielinski.

“Quello che mi indigna è che si possa pensare che ci siano Asl che possano condizionare il campionato in base ad un interesse, qui l’unico interesse è la salute della gente”. Queste le parole a Radio Anch’io Sport del legale del Napoli ed esperto di diritto sportivo Mattia Grassani dopo la mancata partenza del Napoli verso Torino perché bloccata dall’Asl Napoli 1 Centro per il pericolo contagi dopo la positività di due giocatori e un membro dello staff.

“Quello della Asl – aggiunge Grassani – è un ruolo primario che anche il ministero della Salute riconosce. In caso di quarantena e contatti stretti sono le Asl a decidere, questa è la normativa”. “Non è il Napoli che ha scelto di non andare a Torino – sottolinea Grassani – se il Napoli fosse andato a Torino si sarebbe esposto a responsabilità penali e a rischi sanitari. Se domani il giudice sportivo decidesse di dare il 3-0 a tavolino e un punto di penalizzazione al Napoli lo sport perderebbe una occasione importante per dare un segnale diverso. Il Napoli non ha avuto scelta, i giocatori erano pronti a partire”.

Il giudice sportivo della Serie A Gerardo Mastrandrea, secondo quanto scrive Repubblica, non deciderà nella giornata di domani, martedì 6 ottobre, ma prenderà ulteriore tempo “per analizzare con calma la situazione: il verdetto può slittare almeno a mercoledì, ma sta prendendo corpo l’ipotesi che il Giudice possa chiedere un supplemento di indagine, mandando gli atti alla Procura federale della Figc guidata da Giuseppe Chinè”.