C’è anche un’eccellenza sanitaria campana, la Breast Unit dell’ Ospedale Cardarelli, a spiccare tra i finalisti del premio Laudato Medico, che ogni anno attribuisce riconoscimenti ai medici che si sono distinti per empatia e fattore umano nelle cure. “I pazienti che vengono qui muoiono di paura. In passato parlare di tumore era una condanna a morte. Ma oggi non è più così, e per farlo capire alle pazienti poniamo particolare attenzione ad un’accoglienza adeguata che possa testimoniare loro che dall’altra parte ci sono persone pronte ad aiutarli e a condurli in un percorso che nel 90% dei casi porta alla guarigione. Devono sentirsi non dico a casa, ma degnamente accolte, anche solo sentendosi chiamare per nome, o vendendosi regalare un sorriso”. A spiegare con orgoglio i motivi del prestigioso riconoscimento è Salvatore Minelli, Responsabile della Diagnostica Senologica  – Breast Unit dell’ Ospedale Cardarelli, centro di eccellenza per la diagnosi ed il trattamento delle patologie oncologiche del seno, che concorre per il premio, la cui assegnazione è prevista il 30 novembre.

L’unità multidisciplinare del Cardarelli vanta numeri ragguardevoli: 50000 mammografie l’anno, 8000 ecografie, 600 biopsie microe-stologiche e 250 biopsie micro-invasive. Dal 2005 ad oggi il centro ha individuato, trattato e curato  oltre 300 pazienti affette da tumore alla mammella, forte della collaborazione sinergica di  2 chirurghi 2 onclologi, 2 radiologi e 2 anatomopatologi. Lo sguardo multidisciplinare e sinergico dei professionisti della Breast Unit consente di ottenere risultati rapidi anche sul fronte terapeutico: “Se il primo di settembre ho il sospetto di trovarmi di fronte ad un tumore della mammella, entro il 30 di ottobre la paziente uscirà dalla Breast Unit con una scheda diagnostico terapeutica dove sarà indicato il percorso diagnostico, la terapia e i passi successivi da compiere”, spiega  Minelli. Ma la presenza tra i finalisti di Laudato Medico  testimonia non solo dei successi diagnostico terapeutici del centro, ma anche e soprattutto dell’affetto delle pazienti che hanno segnalato l’Unità come esempio di “approccio terapeutico dal volto umano”.

Anche dal punto di vista tecnologico, l’Unità rappresenta un’eccellenza, grazie all’utilizzo di un innovativo mammografo che permette di eseguire biopsie in posizione prona, così da non mostrare alle pazienti l’operazione, che va compiuta tramite l’utilizzo di un grosso ago, che spesso spaventa al solo sguardo. “Con questo macchinario la paziente invece vede solo il viso dell’operatore, favorendo la possibilità di un rapporto amichevole tra il medico e il paziente”, sottolinea il Dottor Minelli,”un ulteriore strumento per creare tranquillità e instaurare tramite lo sguardo diretto con il paziente un legame umano. Siamo i primi qui in Campania ad avere questa tipologia di macchinario per mammografie”.