Nomi, telefoni e mail errate oltre a ben 97 rinunce e sette esclusioni per mancanza di requisiti. Altre 25 domande sono in attesa di riscontro. E’ il bilancio negativo del bando della Protezione civile riservato al reclutamento di medici specializzati (anestesisti, infettivologi, pneumologi e chirurghi) per l’emergenza coronavirus in Campania. Dei 450 posti disponibili sono arrivate in totale 156 domande ma sono appena 27 i medici entrati in servizio, di cui solo tre anestesisti (la figura più richiesta).

E’ quanto precisa in una nota la Regione Campania dopo i dati, ritenuti falsi, andati in onda domenica sera 22 novembre nel corso della trasmissione “Non è l’Arena” condotta su La7 da Massimo Giletti.

“Da mesi la Campania ha richiesto l’invio di medici (600), in particolare anestesisti, e infermieri (800)”, ricorda l’ufficio stampa di Palazzo Santa Lucia che “fa presente che molti candidati, a seguito di chiamata hanno rinunciato, altri a seguito di verifiche sono risultati non in possesso dei requisiti di ammissione (mancanza di specializzazione), altri ancora sono risultati inesistenti, ovvero hanno dato nomi, comunicazioni di telefono o mail errate”.

LA STORIA DELL’INFERMIERE RIENTRATO DALLA PENSIONE E MORTO DI CORONAVIRUS – Era tornato in trincea all’età di 75 anni per aiutare i colleghi in questi mesi di dura battaglia contro il coronavirus. Alfonso Durante, infermiere pensionato di 75 anni è morto oggi, lunedì 23 novembre, all’ospedale Cotugno di Napoli dove era ricoverato dopo essere risultato positivo al covid-19.

Alfonso era in pensione da anni ma di recente aveva deciso di rientrare in servizio, “per senso del dovere”, con gli operatori del 118 della Misericordia di Grumo Nevano. Voleva dare una mano in un momento assai difficile a causa del boom di contagi e, soprattutto, della carenza di personale. Si era rimboccato le maniche e nonostante l’età era ritornato a bordo di un’ambulanza per assistere i pazienti covid-positivi.

Nelle scorse settimane Alfonso risulta contagiato e, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, a causa anche dell’età, viene trasferito al Cotugno di Napoli dopo poco dopo passa in terapia intensiva e viene intubato.

Oggi il drammatico epilogo: “Alfonso non c’è più, il covid lo ha portato via” commenta l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate che ha ricordato la scelta coraggiosa dell’infermiere. “Il vero eroe di questa pandemia con la sua missione portata al termine fino al suo ultimo respiro. Si stava godendo la pensione – si legge nel ricordo pubblicato sui social dall’associazione – ma l’urlo delle persone in difficoltà durante la pandemia l’ha spinto ad indossare nuovamente la divisa dell’emergenza, questa scelta l’ha pagata cara”.

“Il nostro appello è differente – sottolinea Nessuno Tocchi Ippocrate – sei un medico o un infermiere in pensione? Sei un soggetto a rischio…..resta a casa! Lavoriamo noi giovani per te”.