Non ce l’ha fatta. E’ stata stroncata dal coronavirus dopo alcune settimane di ricovero nell’ospedale dove lavorava come infermiera. Il Cardarelli piange Antonella Patrone, 57enne originaria di Casoria (Napoli), scomparsa domenica 9 novembre.

Era risultata positiva nelle scorse settimane in seguito ai tamponi cui vengono sottoposti i sanitari che, come accade al Cardarelli, il più grande ospedale del Mezzogiorno, lavorano in prima linea. Stando a quanto si apprende, la professionista non soffriva di altre patologie.

Dolore e sgomento tra i colleghi di Antonella. Il “virus carogna ha strappato un’altra vita, una dolcissima e tenace donna che pensava solo a curare i suoi pazienti. Sì, è un altro sanitario che riposerà in pace” scrive una sanitaria che conosceva bene la 57enne infermiera.

Poi le polemiche su quanto accaduto lo scorso weekend dove non sono mancate gli assembramenti nella città di Napoli non sono mancati nonostante gli appelli, ripetuti da tempo, dei medici e dello stesso Governatore Vincenzo De Luca. Gli inviti a non rilassarsi dopo l’inserimento nella zona “gialla” (la meno pericolosa rispetto all’arancione e alla rossa) non sono stati recepiti.

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“Lei ci ha lasciati – prosegue la collega di Antonella – mentre tante persone, e vi dico tante, continuano ad “ammassarsi” ancora, una sull’altra. Sono davvero indignata per quello che ho visto oggi e precisamente a Capodimonte: parchi aperti, ovunque e persone “ammassate” nel vero senso della parola”.

Altro personale del Cardarelli denuncia: “Gli ospedali sono al collasso e se veniamo decimati noi non so chi riuscirà più a curarsi e sfuggire alla morte. Ancora non mi abbatto nel chiederVi di far giungere ai simil-cervelli dei Codardi che per qualsivoglia motivo sono sempre fuori casa. Non “vi abbattete ma battetevi” per continuare ad aiutarci ad aiutarvi”.

Redazione

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