Ha pubblicato il video del paziente morto nel bagno del pronto soccorso del Cardarelli perché voleva salvare “quel vecchio” che “era vivo quando sono entrato” e “per far capire che lì ci trattano come appestati”. L’autore del filmato di circa 30 secondi, diventato virale sui social e su numerosi organi d’informazione, si chiama Rosario La Monica, ha circa 30 anni ed è originario di Marigliano, comune in provincia di Napoli.

Il video è stato girato nell’area del pre-triage, allestita originariamente per distinguere i pazienti sospetti dai non sospetti ma ormai impiegata da settimane come ulteriore area di assistenza ai malati covid, proprio a ridosso dell’ingresso.

L’AUTORE DEL VIDEO – Sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un lungo posto dove ha provato a spiegare le ragioni del suo gesto. Innanzitutto l’auto-diagnosi in attesa dell’ufficialità del tampone molecolare: “Ero ricoverato per positività al covid per un tampone rapido. Sono stato un giorno senza ricevere medicine né altro, solo ossigeno preso da me nel corridoio il giorno dopo”. Poi l’aiuto ai pazienti più anziani ricoverati: “Si lamentavano, io mi alzavo per controllare le bombole e le cambiavo perché non c’era un infermiere e ho dovuto aiutare tante persone. La mattina (mercoledì 11 novembre, ndr) erano le 10 e non abbiamo ricevuto nessuna terapia. La prima terapia era alle 9 noi l’abbiamo ricevuta alle 2”.

Veniamo all’episodio chiave, il decesso dell’uomo: “C’era gente che aveva bisogno di insuline, pillole per la pressione”. C’era poi “un vecchietto all’ultimo letto, doveva andare in bagno”. A quel punto Rosario “con un po’ di chiasso (ovvero richiamando l’attenzione dei sanitari)” è riuscito “a prendere un infermiere col braccio” per assistere l’anziano con un catetere. “Il catetere non è mai arrivato e il povero vecchietto si alzato per andare in bagno. Passano 10 minuti, apro la morta e vedo che stava sul bagno (water, ndr). Gli ho chiesto tutto ok, lui con la testa mi detto di si e gli ho fatto fare i suoi bisogni”.

Dopo aver “salvato una vecchietta con sudurazione (saturazione, ndr) facendola rianimare, riapro la porta (del bagno) e il vecchietto era a terra. Prendo dell’acqua e gliela butto in faccio: vedo che si muove e chiedo aiuto ma mi trattano come se avrei (avessi, ndr) l’ebola. Mi hanno detto fatti i fatti tuoi, passi un guaio perché tu non sei sicuro di aver il virus in quando ancora oggi non o (ho, ndr) le risposte del tampone molecolare e il vecchietto era infetto”. A quel punto “torno dentro, prendo il cellulare, mi metto io guanti e registro. Poi o (ho, ndr) fatto chiamare il 112, gli infermieri arrivano dopo mezzora e dichiarano la morte”. Poi una seconda diagnosi: “Dopo un’altra mezzora viene il medico e dice arresto cardiaco” ma “il vecchietto non riusciva a respirare, aveva bisogno di ossigeno”.

Rosario è stato dimesso oggi perché non ha polmonite ma è risultato positivo al coronavirus e deve effettuare una cura domiciliare. “Chiedo scusa ai famigliari ma non sapevo cosa fare e come fare, non era mia intenzione fargli vedere la morte del padre ma soltanto che chi è vecchietto e destinato a morire perché se vai in ospedale e ai (hai, ndr) un infarto pensano prima a quello del covid e se non ai (hai, ndr) il covid lo prenderai sicuro”.

LA PRIMARIA: “OSSESSIVO E DISTURBATO” – “È difficile e doloroso commentare le dichiarazioni di Rosario La Monica, più volte le nostre infermerie hanno dovuto chiedere a quell’uomo di allontanarsi dalla strumentazione medica e dai monitor di sorveglianza di altri pazienti”. Queste le parole di Fiorella Paladino, primario del Pronto Soccorso Obi del Cardarelli di Napoli, in merito alle accuse lanciate su Facebook da La Monica. “Un uomo disturbato – aggiunge Paladino – che nel breve tempo nel quale è stato ricoverato ha tenuto un comportamento ossessivo”. Il primario del pronto soccorso del Cardarelli definisce “del tutto false le accuse mosse sui social. Tutto il personale del pronto soccorso si sottopone a turni massacranti per fronteggiare il continuo arrivo di pazienti. È molto triste che quest’uomo abbia approfittato di ogni istante nel quale aveva modo di essere solo per portare avanti la sua ossessione, usando la sofferenza di altri pazienti e il nostro ospedale quasi come un set per girare video che ha poi postato sui social”.

IL POLITICO SOCIAL – Chi ha pubblicato il video sui social (per la precisione su Facebook) è un consigliere della IX Municipalità Pianura-Soccavo. Si chiama Agostino Romano ed è stato il primo a diffonderlo alle 16.57. “Chi mi ha girato questo video mi ha garantito che è di poche ore fa. Ho ritenuto doveroso postarlo per dare voce ancor di più agli operatori sanitari al collasso ed ai pazienti ricoverati. Nel video si vede una persona a terra, al momento della pubblicazione non so se è svenuto o meno. Ecco un video inviato adesso da un mio amico dall’ospedale Cardarelli di Napoli”.

Romano sostiene di aver pubblicato il video per dare voce ancora di più agli operatori sanitari. Peccato che quelle immagini, che poteva girare (con un minimo di responsabilità istituzionale) alle forze dell’ordine, hanno solo alimentato ancora più rabbia e odio nei confronti di medici, infermieri e operatori socio-sanitari che stanno lavorando da mesi sottorganico sia per le mancate assunzioni avvenute in passato sia perché molti sanitari si sono infettati e sono quindi in isolamento domiciliare o ricoverati in ospedale (qualche giorno fa è deceduta una infermiera del Cardarelli malata di covid-19).

Lo stesso Romano, che “vanta” una carriera politica limitata alla sola municipalità dell’area occidentale di Napoli, poteva aiutare la famiglia dell’anziano deceduto senza dare il video in pasto all’oceano del web. Bastava, come detto, denunciarlo alle autorità competenti e attendere l’esito degli accertamenti avviati tra l’altro anche dalla direzione generale del Cardarelli. Purtroppo spesso la ricerca della viralità gioca brutti scherzi. E lo stesso Romano ne sa qualcosa. Già in passato, infatti, nel corso del lockdown di marzo e aprile, il consigliere municipale amava immortalarsi in foto mentre consegnava buste della spesa alle famiglie bisognose. Un gesto di solidarietà in un momento assai difficile che però andava per forza di cose pubblicizzato sui social perché “altrimenti non sei nessuno”.

L’INCHIESTA – La procura di Napoli ha aperto un’inchiesta e sequestrato la salma dell’uomo morto nel bagno dell’ospedale Cardarelli. La polizia è stata delegata alle indagini del pm Liana Esposito. Dal primo esame appare verosimile che l’uomo possa essere stato colto da infarto ma nei prossimi giorni sarà effettuato l’esame autoptico. Gli investigatori della Squadra Mobile, della Polizia Scientifica e del commissariato Arenella, anche in presenza di una denuncia presentata dai familiari della vittima, hanno acquisito documentazione clinica nel pronto soccorso e anche il video che ritrae l’uomo a terra, ormai esanime così come diverse testimonianze che potrebbero consentire di chiarire la vicenda. Indagini anche su chi abbia diffuso il video.

LA NOTA DEL CARDARELLI – La direzione generale del Cardarelli, dopo che il video ha cominciato a diffondersi, ha condannato la strumentalizzazione: “Nella giornata di oggi, mercoledì 11 novembre 2020, un paziente ricoverato nell’area di Area Sospetti del pronto soccorso del Cardarelli, con probabile infezione da Covid-19 e per questo già in terapia, è stato trovato privo di vita nel bagno dell’area di pronto soccorso. A ritrovare il corpo è stato il personale dell’ospedale che ha notato l’eccessiva permanenza dell’uomo nella toilette. A pochi minuti dal decesso ha iniziato a circolare in rete un video che mostra il corpo dell’uomo, girato approfittando dell’allontanamento dei soccorritori andati a prendere una lettiga sulla quale adagiare il corpo. Non è al momento possibile stabilire quale sia stata la causa del malore che ha portato al decesso, tuttavia la direzione sanitaria ha doverosamente avviato ogni indagine necessaria”.

LA CONDANNA DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI – Sulla vicenda è intervenuto anche l’Ordine dei giornalisti che ha condannato gli organi di informazione che hanno diffuso il video. “La pietas sia un limite di comune sentire al diritto di cronaca – afferma in una nota stampa il presidente del Consiglio Nazionale Odg Carlo Verna -. Della vicenda specifica si occuperanno i Consigli di disciplina in relazione alle segnalazioni a carico di chi ha pubblicato il video del cadavere rannicchiato in un bagno del Pronto soccorso del Cardarelli di Napoli. Un’immagine cruda, peraltro accompagnata da quella di altri degenti in corsia che nulla aggiunge al doveroso racconto del grave fatto accaduto”.