Ha chiesto di andare in bagno e, dopo diversi minuti che non usciva, è stato ritrovato senza vita. E’ quanto successo nel tardo pomeriggio di mercoledì 11 novembre al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli, uno dei più colpiti dall’emergenza coronavirus dove medici e infermieri lavorano sottorganico e in condizioni di grande difficoltà a causa dell’afflusso continuo di pazienti.

L’uomo era ricoverato nell’area dei sospetti Covid, allestita nell’ex sala d’attesa del pronto soccorso. Aveva saturazione bassa ed era stato adagiato su una lettiga con il personale sanitario che aveva già avviato la terapia. Subito dopo il decesso, in attesa dell’arrivo dei medici, è stato girato un video diffuso poi sui social. Immagini forti che alimentano, se ancora ve ne fosse bisogno, l’odio nei confronti dei sanitari che da settimane lavorano in condizioni disumane: spesso ogni infermiere gestisce decine di pazienti.

Sulla vicenda è intervenuta anche la direzione generale del Cardarelli che, pur non rimarcando la grande difficoltà con la quale sta lavorando da settimane il personale sanitario, ha condannato simili strumentalizzazioni: “Nella giornata di oggi, mercoledì 11 novembre 2020, un paziente ricoverato nell’area di Area Sospetti del pronto soccorso del Cardarelli, con probabile infezione da Covid-19 e per questo già in terapia, è stato trovato privo di vita nel bagno dell’area di pronto soccorso. A ritrovare il corpo è stato il personale dell’ospedale che ha notato l’eccessiva permanenza dell’uomo nella toilette. A pochi minuti dal decesso ha iniziato a circolare in rete un video che mostra il corpo dell’uomo, girato approfittando dell’allontanamento dei soccorritori andati a prendere una lettiga sulla quale adagiare il corpo. Non è al momento possibile stabilire quale sia stata la causa del malore che ha portato al decesso, tuttavia la direzione sanitaria ha doverosamente avviato ogni indagine necessaria”.

“Alla famiglia dell’uomo – prosegue la nota – vanno le condoglianze della direzione strategica e di tutto il personale che si spende ogni giorno per porre un argine alla violenza di questa pandemia. “È deprecabile – dice il direttore generale Giuseppe Longo – che eventi simili siano oggetto di strumentalizzazioni tese a costruire terribili e pericolose suggestioni nell’opinione pubblica”. Proprio per questo, e per il rispetto dovuto alla sofferenza della famiglia, la direzione strategica del Cardarelli ha avviato un’indagine interna tesa ad accertare chi e in che modo abbia girato e diffuso il video. E bene sottolineare che a tutti i pazienti dell’area sospetti, al pari di tutte le altre aree, viene sempre garantita continua assistenza da parte del personale sanitario in servizio”.

Il video, definito aberrante dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, è stato visionato dalla redazione del Riformista che ha deciso di non pubblicarlo per rispetto della vittima, della sua famiglia, degli ammalati e del personale sanitario che da tempo lavora in condizioni estreme.

A girarlo un paziente di circa 30 anni mentre a pubblicarlo sui social un consigliere municipale napoletano.

CAMPANIA GIALLA – La Campania resta zona gialla, gli ispettori inviati dal ministro della Salute Roberto Speranza hanno visitato gli ospedali della città (Cardarelli, Cotugno e Ospedale del Mare ) e nelle prossime ore completeranno la loro relazione. La situazione però resta fortemente critica per utilizzare un eufemismo. Non solo i pazienti che muoiono in ambulanza (così come accaduto la scorsa notte all’esterno dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia) ma anche la difficoltà a reperire posti letto di degenze (e non di terapia intensiva) per quei pazienti sintomatici che ogni giorni si presentano al pronto soccorso del Cardarelli, del Cotugno o dell’Ospedale del Mare.

LO SFOGO DEI SANITARI – Nelle ultime ore sono diversi gli sfoghi del personale sanitario, stanco di essere preso in giro da politici e nagazionisti di turno. “Ci avete mandati verso un massacro annunciato – scrive sui social una infermiera del Cardarelli -, non meritate questi soldati lasciati solo a combattere un nemico come il Coronavirus. I nostri appelli sono inascoltati, noi siamo decimati perché moltissimi operatori sanitari sono contagiati (chi è in isolamento domiciliare, chi ricoverato) e quelli che restano in prima linea non riescono a coprire turni h24, hanno le ferie sospese e non ricevono nemmeno lo straordinario per le ore in più che fanno”. Molti medici o infermieri infatti sono richiamati in trincea anche a turno finito perché la situazione è al collasso.