Il Papa non vorrebbe licenziare nessuno, ma le spese nel Vaticano “devono essere contenute” e per questo motivo Francesco, con un motu proprio ad hoc, ha deciso di tagliare a tempo indeterminato gli stipendi. Il Covid non risparmia la Santa Sede, che prevede di andare in rosso nel 2021 di quasi 50 milioni avendo avuto entrate  totali di 260,4 milioni e uscite pari a 310,1 milioni.

Per i cardinali -10% in busta paga, mentre segretari e capi dicastero subiranno un taglio dell’8%. Più ridotto lo shock per i sacerdoti, i religiosi e le religiose che prestano servizio presso la Santa Sede, che vedranno le loro entrate abbassarsi del 3%. Per tutti, invece, eccetto i dipendenti laici dal primo al terzo livello, sarà bloccato ogni scatto di anzianità fino al 2023. Anno in cui si stima possano essere del tutto superate le restrizioni agli spostamenti, che potrebbero portare al ritorno dei turisti in visita nello Stato.

La riapertura dei Musei Vaticani, in questo senso, potrebbe far respirare nuovamente le casse della Chiesa. “Un futuro sostenibile economicamente richiede oggi, fra altre decisioni, di adottare anche misure riguardanti le retribuzioni del personale”, scrive Bergoglio nel motu proprio.

Gli interventi sono fatti “secondo criteri di proporzionalità e progressività”, con dei ritocchi che riguardano specialmente i chierici, i religiosi e i livelli più alti. Una stretta motivata, oltre ai riflessi economici della crisi sanitaria, dal disavanzo “che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede”.

Il taglio scatterà da aprile, ma non riguarderà i casi eccezionali collegati alle spese per la salute. Presupposti che però il Vaticano si riserva di valutare di anno in anno “in base a una documentazione che dimostri la validità di queste motivazioni”. “Il taglio non toccherà gli stipendi più bassi”, precisa Vatican News.

Le disposizioni – precisa Bergoglio – valgono anche per il Vicariato di Roma, i Capitoli delle Basiliche Papali Vaticana, Lateranense e Liberiana, la Fabbrica di San Pietro e la Basilica di San Paolo fuori le mura.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.