“A questo punto della pandemia non ci sono abbastanza evidenze sull’efficacia dell’immunità data dagli anticorpi per garantire l’accuratezza di un ‘passaporto di immunità’ o un ‘certificato di libertà dal rischio’”. A rilanciare l’allerta sull’assenza di prove scientifiche sullo sviluppo di anticorpi nelle persone guarite dal Covid-19 che possano proteggerle da una seconda infezione è l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità.

In un documento pubblicato dall’ente si ricorda infatti che, seppur “molti degli studi hanno mostrato che le persone che sono guarite dall’infezione hanno gli anticorpi per il virus”, alcuni di questi “hanno livelli estremamente bassi di anticorpi neutralizzanti nel sangue”. L’Oms sottolinea quindi che al 24 aprile “nessuno studio ha valutato se la presenza degli anticorpi da Sars-CoV-2 possa dare immunità ad una successiva infezione nell’uomo”.

Dichiarazioni che mettono un freno ad “alcuni governi”, scrive l’Oms, che hanno suggerito che trovare gli anticorpi al Covid-19 possa servire come base per il cosiddetto “passaporto di immunità”, permettendo così alle persone di tornare a lavoro o a viaggiare senza timore di poter essere nuovamente infetti.

L’INIZIATIVA GLOBALE PER IL VACCINO – L’Oms ha lanciato un progetto mondiale per sconfiggere la pandemia di Covid-19 e garantire a tutti i popoli l’accesso alle cure e al vaccino, in un evento virtuale che ha coinvolto i leader di tutto il mondo e che è stato ospitato dall’agenzia Onu, dal presidente della Francia, dalla presidente della Commissione europea e dalla Fondazione Bill & Melinda Gates. Due i grandi assenti: Cina e Stati Uniti.

“Paesi, partner sanitari, produttori e settore privato devono agire insieme e garantire che i frutti della scienza e della ricerca siano a beneficio di tutti”, ha sottolineato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus che ha illustrato l’iniziativa, denominata ‘Access to Covid-19 Tools Accelerator’.

 Da gennaio l’Oms ha lavorato con migliaia di ricercatori in tutto il mondo per accelerare e tenere traccia dello sviluppo del vaccino, dalle sperimentazioni sugli animali a quelle cliniche. “Abbiamo anche sviluppato sistemi diagnostici che vengono utilizzati in tutto il mondo e stiamo coordinando una sperimentazione globale sulla sicurezza e l’efficacia di quattro terapie contro il Covid-19”, ha spiegato Adhanom Ghebreyesus. Questa è “la lotta della vita”, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha ricordato come la pandemia riguardi tutti e sarà finita solo quando verrà sconfitta in tutti i Paesi. Servono, ha detto Guterres, “un vaccino e un trattamento convenienti, sicuri, efficaci, facilmente somministrabili e universalmente disponibili per tutti, ovunque”. Dal 4 maggio verrà inoltre lanciata una campagna sostenuta dall’Ue con l’obiettivo di raccogliere 7,5 miliardi di euro da investire in prevenzione, diagnosi e trattamento del Covid-19.