C’è il primo passo ufficiale verso la possibile “chiusura totale” della Lombardia. Il governatore leghista Attilio Fontana ha infatti comunicato di aver inviato al governo “le proposte concordate con i sindaci relative a ulteriori misure di contenimento della diffusione del coronavirus”.  “Il documento – prosegue Fontana – contiene il dettaglio di quelle che sono le iniziative che consideriamo indifferibili sulla base dei dati scientifici in nostro possesso e già comunicati ieri pomeriggio al governo, nel corso della riunione con i ministri Boccia e Speranza e con i presidenti delle Regioni, oltre che all’Istituto superiore di sanità”.

“Siamo vicini all’esaurimento delle nostre risorse. Stiamo facendo miracoli nell’aver recuperato più di 200 posti in terapia intensiva in una settimana e mezza. Dovremmo mettere a disposizione altri 100 posti in terapia intensiva nei prossimi giorni. Abbiamo un progetto per creare 400 posti di terapia intensiva presso la fiera di Milano”, ha aggiunto Fontana ai microfoni di ‘Centocittà’ su Rai Radio1. “Speriamo che la Protezione civile ci mandi il personale e i macchinari che ci mancano. Però se non interveniamo invertendo la crescita non ce la faremo mai ad essere veloci quanto il virus”, ha aggiunto il presidente della Lombardia.

LE RICHIESTE DELLA LOMBARDIA – Nel testo la Regione chiede: la chiusura di tute le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità e ai servizi essenziali, alla vendita di beni di prima necessità, in cui include anche le edicole; Chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano aperte le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sono chiusi i mercati sia su strada che al coperto e le medie e grandi strutture di vendita; Chiusura di bar, pub, ristoranti di ogni genere; Chiusura delle attività servizio (come parrucchieri e centri estetici) a eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza; Chiusura di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione (ostelli, agriturismi) ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di servizio pubblico; Sospensione di tutti i servizi mensa sia nelle strutture pubbliche che private; Chiusura di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e di corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti.

Dalla Lombardia viene proposta inoltre l’ulteriore sospensione dei termini processuali e degli adempimenti di natura amministrativa e assicurativa, mentre viene consentita ogni attività svolta con modalità di lavoro agile o “smart working”.